Ambiente e territorio della provincia di Siena

disegno dal manoscritto E.Romagnoli (biblioteca comunale di Siena)
ORGIA PARROCCHIA CON FONTE BATTESIMALE SOTTO IL TITOLO DI SAN BARTOLOMEO APOSTOLO
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Su di un pittoresco risalto di poggio a tre lati bagnata dalle acque della Merse, perchè spettanti all'ultimo sperone dei monti di S.Lorenzo che si propagano sino alla confluenza la dove il torrente Rosia s'ingrossa quel fiume, risiede la Parrocchia di Orgia al cui oriente vendonsi tuttavia gli avanzi deil'antichissimo Castello o monimo, quanto all'etimologia del nome appropriato a tutta quanta que sta contrada secondo il TIZIO deve riferirsene fino ai tempi dei pagani, quando in essa si facevano i sacrifizi a Bacco dette orgie, come prime a Monte Orgiale sui confini di Vescovado e nella Maremma Senese ove altro luogo ritrovasi tutt'ora Monte Orgiale appellasi Biblioteca Comunale Senese TIZIO tomo III pag. 66. Ma quantunque per quanto e dato conoscere dalle storie e dai documenti rimastici in relazione a questo territorio, sembra essere stato popolatissimo perche fino dai più remoti tempi si conosce esservi stata una Chiesa Cristiana dedicato a S.Paolo e unialtra alla S.S. Trinita con annesso spedale, perchè vi fu un Castello fondato dai potenti dinasti del luogo e finalmente percha in tutte quelle vicinanze si vedono sparse qua e la fabbriche di antichissima data; fuori di tutto cio poco vi rimane ai nostri tempi, la si eccettui ii delizioso resedio campestre, della nobilissima famiglia dei Piccolomini di Siena, non molto lungi da quel sito più alto dove un di sorgeva l'antica rocca d'Orgia. E' probabile dunque per tutti questi requisiti che l popolo d'Orgia da che risuono la parola evangelica, nelle diverse citta e contrade della Toscana e spe cialmente quando pia tardi ii romano giovanetto San Ansano la predica va in Siena e col proprio sangue ne suggellava la vericita delle spon de dell'Arbia, fosse uno dei primi ad abbiurrare l culto delle false Delta. Il primo documento storico che faccia menzione di questo luogo si e l'atto di donazione dell'anno 730 col quale Evarnafredo Conte di Siena e quindi Castaldo a nome di Liutprando XVIII Re dei Longobardi dato la Badia di S.Eugenio da se fondata presso le odierne mura di Siena, ove tra gli altri possessi donati alla medesima si rammenta pu re Orgia dove si legge "iuzzimul decem et octo idest in Orgia ma essendo lacera e quasta dal tempo quella carta, non a ben dato conoscere la qualita dei possessi che quel pio fondatore assegnava alla stessa Abbadia (PECCI Storia del Vescovado Senese pag. 44) ma il sus-
seguente diploma dell'Imperatore di Germania e di Italia Enrico IV
dell'anno 1081. Diretto a Don Pietro, abate della stessa Abbazia di
S.Eugenia, col quale confermO quei possessi che anche allora quivi ap parteneva ci dimostra che gia a quel tempo vi era la Chiesa predetta di S.Paolo che prima dipendeva dalla stessa Abbadia dovesi legge che tra le altre cose la conferma "Ecclesiam S.Paolo in Castello di- 2 -
Orgia" cum sui perinentis" (PECCI hoc. Cit. Pag. 136) e da cio potrebbe argomentarsi che fin da allora che i monaci significassero pure lo stesso castello nonche la Chiesa predetta di S.Paolo, ma se è veroche essi fino a questo tempo possedevano poche anime di pia lo ritenevano perche circa quell'epoca cioe nel secolo XI i Conti Ardengheschi l'appropiavano a se stessi, non sappiamo se legittimamente, o con la loro prepotenza secondo 1'uso di quei tempi che per vedersi potenti non si vapoleggiavano a spogliare dei loro possessori i pia deboli e anche le stesse Chiese, motivo per cui talvolta erano costretti a rifugiarsi all'ombra delle protezioni o della Santa Fede Apostolica o di potenti imperatori. Ma ciò basti per ora quanto alle politiche vicende del Castello d'Orgia.
Al certo si a che qui eravi una Chiesa Cristiana non diremmo ciò che fosse una parrocchia, che se tale e riconosciuta, per che allora non per anche ben si conosceva l'istituzione di simili Chie se nella campagna della Diocesi Senese ad eccezione delle Pievi, delle Canoniche e delle Abbadie, ma deve considerarsi essere stata una cappella per il servizio spirituale di quella popolazione e con tutta probabilità essere stata in pari tempo amministrata da uno o pia di quei religiosi Benedettini di Monastero, perche a lo stessi senespet tava la giurisdizione. Quanto stesse in piedi questa Chiesa di S.Paolo non è cosa facile a precisarsi e forse cessii di esistere per le vi cende politiche cioe poco dopo l'anno 1226, quando lo stesso Castello allora degli Ardencheschi fu posto sotto it regime del Vicario Impe riale residente nalla sua corte di S. Quirico in Osenna, forse in onta ai Senesi perch& nel 1202 se li erano resi tributari umiliandole in gran parte la potenza e cio si arguisce della protestadel 10 Settembre - Novembre dello scorso anno per cui il Podesta di Siena reclamava lo stesso Castello (Archivio di Stato Senese Caleffo vecchio n. 161 - 171). Ma cio sia comunque su tale argomento, un'altra Chiesa es sere gia l'antica fondazione non conosciuta dall'istoria ossia che po steriormente sia stata fabbricata, si che si conosce sotto il titolo di S.Bartolommeo Apostolo e questa si e la presente parrocchia di Orgia. Quando furono istituite le diverse Parrocchie di questa Diocesi questa dove essere tra le prime, dichiarata per tale, sebbene non se ne conosca precisamente l'anno di sua fondazione. Poiche dato che in Orgia vi fosse un vasto popolo e pure evidente che sulle prime si eleggiesse un parroco che li governasse sulle cose spirituali, ma le carte qua e la raccolte, tanto nei privati che nei pubblici archivi non ci fanno conoscere alcuni dei suoi rettori fissi e permanenti fino ai primi del secolo XIII.
Il primo di questi che si presenti e ser Guido o Guidone che nel Maggio 1248 si trovo presente tra i testimoni intervenuti al pubblico strumento rogato da Ser Giovanni di Martino, in quel giorno quanto cioò Bernardino ed accorso tra loro fratelli e figli del fu Pietro da Brenna rendevano allo spedale di Siena un tenimento di ter- 3 -
reno in luogo denominato il Mugnone (arch. di Stat. Sen. calef. 272
pag. 319 o 519). Nell'anno 1286 governando questa parrocchia Ser Bernardo in quanta di suo rettore nel 12 Gennaio di detto anno riceve da Don Pietro, priore dell'Abbadia di S. Mustiola all'Arco il possesso di un appezzamento di terreno denominato ii Mulinello in nome della stessa Chiesa che donna Alessa (o Alteca) gia moglie del fu Enittone dello stesso popolo di S.Mustilola con suo testamento e codicillo avea di gia donato a questa surriferita Parrocchia (Arch. di Stato Sen. Corte della Sapienza loro Sp. tomo II pag. 170, ivi carte dell'Ar c.generale della citta e stato Senese Sopg. III pag. 60) lo stesso Ser Bernardo pia tardi su pubblico atto del di 7 aprile 1307 rogato nella Chiesa di Orgia, fin da allora compresa nel Plebanato di Rosia, alla presenza di Ghino d'Ugolino chierico di questa sua Chiesa e d'altro Ghino d'Ugolino, prete e cappellano del Vescovo Senese approva e noti ficai per se e per i suoi precessori quanto si sarebbe stabilito in ri guardo ai gia noti accomodamenti tra il clero e lo spedale di Siena , in quanto alle veotenze (o votanze) stifle contribuzioni da pagarsi al lo stesso clero .e dallo spedale ai Nunzi e Legati Apostolici sicco - me leggesi ai vagiti di Ser Pipino del fu Nuccio (o Maccio) di Sovi - eine (Arch. Stato Sen. carte dello spedale n. 1366 ad ann.) ed ecco da siffatti originali documenti ben si aggiunge che la Chiesa di San Bartolommeo Ap. d'Orgia fin da quei tempi era una vera parrocchia con it suo rettore assegnato a cui taleotasse maggior prova di cia possono tra gli archivi e tra i vetusti documenti specialmente ritrovar si anche diversi nomi di Parroci che in vari tempi susseguentemente le hanno governati. Assai grande assai grande e di spaziose dimenzioni si e in questa Chiesa. Sono in essa tre altari lavorati a stucco , cioe it maggiore che contiene una tela esprimente S. Bartolommeo Ap . titolo della presente Parrocchia e due altri altari laterali formati a plastica, it destro dei quali contiene una tavola con l'immagine di Maria Vergine invocata sotto ii titolo del S.S. Rosario lavorato in campo d'oro d'antico pennello e tratteggiata maestralmente da igno - to artefice, it sinistro ha una tela esprimente S.Antonio da Padova di dui ignorassi l'autore. I1 REPETTI nel suo dizionario della Toscana accenna che nella contrada d'Orgia vi fu una Chiesa della S.S. Trinita unitamente ad uno spedale ivi situato a che questo fu giuspatronato dai monaci Benedettini dell'Abbadia di S.Lorenzo sul Lanzo, detto volgarmente l'Ardenghesco. E male non si appone quell'antiquario perche oltre diversi Sommi Pontefici che presero sotto la loro protezione ed della Santa Fede Cattolica quell'Abbadia e ne confermarono con varie dollo i loro diritti e possessi, anche il Pontefice Lucio II con un suo breve del 26 Maggio 1244 siccome leggesi tra i pubblici documenti, conferma alla stessa predetta Abbazzia "Ecclesiam S. S. Trinitatis de Orgia A hospitalem domunque ejusdem loci cum omnibus pertinentjs" Bibliot. Com. Sen. Cod. 13 VI 13 pag. 406. Non e noto però fino a quanto sia esistita questa Chiesa con il predetto suo speda le, ma probabilmente fino al tempo in che si mantennero i monaci del- 4-
la predetta Abbadia di S. Lorenzo, siccome patroni dell'uno e dell'al tro, cioê sino all'anno 1440 quando Papa Eugenio IV la soppresse defi nitivamente.
Non poco lungi dalla presente parrocchia di S.Bartolommeo Apost. d'Orgia in un profondo vallone e recondito in mezzo a profondo bosco detto Montagutolo (o Montagnolo) avvi un altro oratorio ove nell'unico altare conservasi una tavola esprimente Maria Vergine col Bambino che delicatamente le posa sul braccio sinistro, fatta colorire nel 1308 senza che posta precisarsene l'autore che si egre - giamente la delineO. Era quivi un romitorio dedicato alla natività di Maria Sempre Vergine, fondato nell'anno 1300 ed e appunto , da uno di quei primi eremiti, fra Cristoforo da Siena, fu fatta colorire questa sacra imagine, siccome rilevasi da una memoria posta presso l'altare del tenore che appresso: "Hoc opus facit fieri frater Christophorus Senesis ad onorem Domini Nostri Jesu Christi et Nativitatis Beata e Maria e Verginis tempore Domini Clementis Papae V anno Domini MCCCXIII mensis junj. Negli anni 1410 stava alla custodia della Chiesa di questo Eremo No Andrea di Brido da Siena con altri compagni a vita sola itaria ed affatto ritirati dal mondo, ed in poverty volontaria; ma intanto mancavano alcuni arredi sacri alla Chiesa per cui quell'eremi ti non potevano provvedere da per loro stessi per cagiore della loro indigenza ond16 che Antonio Corsini, allora Vescovo di Siena nel 28 febbraio di quell'anno emanb un decreto pubblicato da Ser Bartolomeo notaro, per cui accords l'indulgenza di 40 giorni a chiunque con elemosine a questo oggetto esibite avesse contribuito a risanare la stes sa a tal'uopo (Arc. Arcivescovile libro IX pag. 44) questa Chiesa posta circa 40 passi dall'ordinaria abitazione del padre Eremita che era stata edificata nel predetto anno 1300 in onore di Maria Vergine , ultimamente minacciava imminente rovina. Ciò bene avvertito e ponderato da S. Giuseppe che allora v'era Eremita ed it custode, nel giorno 21 Aprile dell'anno 1721 ne fu dato opportuno avviso alla nobil Famiglia de Vecchi, come patrona allora di quell'Oratorio che non man co in breve tempo di progettare it disegno di una nuova Chiesa, approvato poi nelgiorno 28 Maggio successivo da Monsignor Alessandro Zondadari Arcivescovo di Siena. In breve tempo fu tratta a fine la fabbrica del 18 Settembre del predetto anno fu Benedetto la nuova Chiesa del Reverendo Canonico Zaverio Bandini a cis delegato con l'assistenza di due altri canonici della Metropolitana Ugurgieri e Venturi con altri dieci sacerdoti che intervennero a quella sacra funzione.
Compiute quelle sacre cerimonei immediatamente si trasferirono tutti in ordinata processione e molto popolo al vecchio Oratorio e con quella pompa che pia solenne si poteva a predetta scena . L'immagine di Maria Vergine fu per la prima volta collocata in quella nuova Chiesa ove di presente di trova (Arch. dello Spedale MACCHI memorie tomo III) degna cosa e priva di memoria ll notare che questa sa- 5 -
cra immagine nell'anno 1779 fu prescelta ad essere portata in Siena, nella circostanza della solenne processione della Domenica in Albis unitamente alle sacre Reliquie del velo della Beatissima Vergine Madre e del pallio di S.Giuseppe di propriety della contrada dell'Onda in Siena, per l'ottavario fu tenuta esposta nella Chiesa Metropolitana.
Questa graziosissima immagine fu maestremente incisa su rame da Ciro Santi e dedicata al Nobil Uomo Signore Alessandro Piccolomini di Siena proprietario in gran parte del territorio d'Orgia Siccome gia si nota questa Parrocchia, sono pure nel poggio pia elevato che sovrasta la Merse i ruderi dell'antichissimo Castello d'Orgia nominato fino dall'anno predetto 700 e niuna ragione in contrario implica la asserzione (o afferzione) che anche questa rocca fosse stata donata dal predetto Varnafredo alla diletta sua Abbadia di Monistero nell'atto della sua fondazione ossia in che l'arricchi - va di vasti possessi e rendite, ben presto per se pure questo Castel lo era della Magione della predetta Abbazia, cioa intorno al secolo XI divenne in potere della potente famiglia Ardenghesca.
Seguitarono quei Conti a possederlo fino dall'anno 1156 ma in questo tempo venuti a divisione fra di loro, il Conte Ugolino con Guizzino (o Concuzzino o Muzzino) e Bernardino figlio di Uguccio ne e Guido di Ranuccio d'Ardenga tutti della stessa famiglia per solenne contratto stipulato in Siena nella Chiesa di S.Maria nel 27 Febbraio del predetto anno vendevano a L. 430 di denari Lucchesi e Pisani a Ranieri Vescovo di Siena tutto il poggio d'Orgia confor me all'ora si trovava circondato da fossi obbligando se stessi ed i loro successori per tal vendita sotto pena di 1.000 marchi di ottimo argento (Arch. di Stat. Sen. Caleffo dell'Assunta n. 639 pag. 608).
Nonostante la vendita alcuni degli Ardengheschi seguita vano a tenervi dominio erigendovi oppure fortificandovi la Rocca (13 Bibli. Com. Sen. Tomo VIII pag. 39). E dalle note tratte dall'orbito rio della Chiesa Senese ricavasi che nel giorno di Sabato 13 7mbre
del surriferito anno it suddetto Castello d'Orgia fu preso ed abbruciato dai Senesi a causa di differenze politiche con quei Signori (Bi bliot. Com. Sen. cod. Tom. 1 - 2 pag. 1) . Ed allora nel 1158 fin che l'imperatore Federico I mentre si tratteneva sotto le mura di Piacenza e concesse ai Senesi autorita di imporre tanto agli Ardengheschi
che altri Signori loro vicini di non restaurare e fabbricare alcun castello presso la citta a 12 miglia di distanza ( Malavolti - Storia Senese - P. I-- Lib. III, pag. 30). Pure nondimeno ad onta di
tutto questo i Conti predetti seguitavano a ritenere e la Signo -
ria della Rocca d'Orgia per lo spazio di circa 40 anni di poi finalmente in un giorno di sabato 19mbre dell'anno 1197 secondo la cronaca di Andrea Dei presso il Muratori (Muratori Mer (o Ner o Rev o Rer) Ital. Tomo XV pag. 17) il predetto castello fu ricuperato dai Senesi e definitivamente fu considerato come propriety della Repubblica; mo- 6 -
tivo allora forse fu questo per cui l'istessi Conti posero questa Rocca sotto il governo del Vicario Imperiale residente nella torte del Castello di S. Quirico, perchè contro la qual misura del 10 novembre di quell'anno il Podesta di Siena protestava relativamente al Castello d'Orgia mentre dall'altra parte it Castello di S. Quirico a nome del Vicario Imperiale con atto dello stesso giorno mese ed anno condo nando le ingiurie fatte dal Comune di Siena rilasciva le cose tolte a gli abitanti del Castello d'Orgia e sue adiacenze (Arch. di Stat.Sen. Caleff. vecchio n. 161 - 171).
Molto deperl questo Castello nell'anno 1313, allora quan do l'Imperatore Enrico VII di Luxemburgo nel 9 Agosto si porta ai bagni di Macereto, ed allora finche i suoi soldato si accamparono fra Orgia e Stigliano tutto mettendo a ferro e fuoco le cose e la campagna di quello sventurato paesi portando via bestiame ed altre robe e fecero moltissimi prigioni ai quali imposero vigorosa taglia di riscatto.
Sembra però impossibile decondo il TIZIO che in si poco tempo, cioe in soli 4 giorni buona parte anche della Maremma Senese risentisse tanto e si gravi danni da quell'esercito benche si fiero e accanito contro il Comune di Siena (Bibliot. Com. Senese TIZIO Storia Senese Tomo III pag. 65). Anche nell'anno 1332 nel tempo della guerra imposta tra i Senesi ed i Massetani assistiti dai Pisani un'esercito di questi ultimi guidato dal loro capitano Cinso degli Scalari o Scolari fece scorrerie in quesi tutta la Val di Merse dove mise a ruba tra gli altri anche questo predetto Castello d'Orgia, ma finalmente avendo tentato questo medesimo Castello con tutto il circonvici no paese di darsi nuovamente al Vicario Imperiale della Toscana, i Senesi dell'anno 1342 con deliberazione presa nel conglio generale della Repubblica nel giorno 11 Dicembre ne abolirono il Podesta e stabilirono di farlo spianare affato, perchè non mai pia per l'avvenireser vire da rifugio ai nemici della patria, cioe ai predetti Conti Ardengheschi e i loro aderenti di partito ghibellino. Ed oggi come gia noto con quelle macerie fu formata la presente abitazione colonica di proprietà dei Signori Piccolomini, che tutt'ora denominaci "Castello".
Neppure deve tralasciarsi di notare in questo luogo che nel perimetro di questa Parrocchia di S. Bartolommeo Apost. d'Orgia coisiste il Molino detto del Palazzo sulle spOnde della Merse gia di proprietà del Comune di Siena, fatto edificare dallo stesso Comune ne gli anni 1226 al tempo di Gualtieri da Calcinaia Podesta di Siena come rilevasi da una iscrizione in pietra sull'ingresso di questo vaso fabbricato, motivo fu questo per cui la Repubblica di Siena con istrumento del giorno 14 9mebre di quell'anno dove procedere alla vendita della Palude di Canneto presso l'abbadia di Isola con tutte le ter- 7 --
re annesse allora poco fa pervenuti in potere del Comune predetto , per soddisfare l debito che si era contratto per le spese occor se a quella nuova fabbrica (Arch. di Stato Sen. Caleffo dell'Assunta ed ann.) . Poco tempo di poi sembra che la detta Repubblica ri - tenesse questo molino e che dopo parecchi anni dal GOverno di Siena passasse al potere di alcuni particolari, poicha sappiamo che nel giorno 24 Febbraio dell'anno 1272 un tal Lando della Nobile fami - glia Scotti lo vende ai monaci di S. Galgano presso Chiusdino - bliot. Com. Sen. Cod. tomo VIII 14 pag. 269). Oggi perO si appartie ne alle ragioni dei Signori Marchesi Bichi Ruffoli di Siena.
Ecco in breve quali sono i primi veridici cenni su quan to di pia particolare pui5 riferirsi a tutto quanto it territoriocom preso nell'attuale perimetro della spirituale giurisdizione della Parrocchia di S. Bartolommeo Apostolo d'Orgia, secondo le storie Senesi; ma essendo cola vestutissime fabbriche e tante macerie avanzo di antichissimi popoli e di lunga serie di anni e pia facile sul la scorta di una sana critica immaginare la storia che descriver - la percha in mezzo a tanta scarsita di documenti che hanno dovuto soggiacere a tante vicende e tante barbarie di gia trascorsi rozzi secoli, vano sarebbe pia lungamente intrattenersi su tale argomento senza cadere nei pia magri vanismi .
Ricopiato dalla storia della Parrocchia della campagna e citta di Siena descritta dal Sacerdote Giuseppe Meolotti Manoscrit to della Curia Arcivescovile di Siena.
Siena, li 10 novembre del 1948 - Questa copia dattiloscritta della storia di Orgia, a stata, da me, Antonio Nardi cronista del quotidiano "IL MATTINO DELL'ITALIA CENTRALE", ricopiata in perfetta ri produzione, nonostante tutte le difficolta imposte dalla pessi - ma calligrafia del manoscritto, che si rende a momenti per tal moti vo illeggibile. Tuttavia nei tratti in cui ii dubbio ha avuto ragio ne sulla sicurta, dentro le parentesi, sono state scritte le varie ipotesi che si potevano supporre intorno ad una o pia di quelle parole. Pertanto cito it BUONSIGNORI (Bibliot. Com. Senese) che nel suo Volume "Storia della Repubblica Senese" accennando a Orgia,scri ve che it castello di questa contrada, fu contrariamente a quan to afferma il manoscritto di cui sopra, ceduto dai Conti Ardengheschi alla Repubblica di Siena.
Questo per accentuare o diminuire i dubbi che sorgo no ancor oggi, data la scarsita dei documenti dell'epoca in oggetto.- 8 -
Un particolare e sentito ringraziamento a Don Viligiardi, a causa della cui gentilezza, mi e stato possibile prendere visione di si prezioso manoscritto che arricchisce di non poco le notizie storiche delle genti e terre Senesi e di questa penisola medi terrane gia tanto satura di vicende che ne fanno conseguentemente , una gloria perenne nei secoli.
Preparazione cibi al camino
Orgia Borgolozzi oggi

Trebbitura 1934 Testo e immagini da . Agricoltura senese bollettino della cattedra ambulante di agricoltura anno LXX AGOSTO 1934 xll n.8
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