Le numerose strutture ricettive della Toscana vi aspettano per fare si che la vostra vacanza culturale rivolta l'arte sia più piacevole.

Il fascino di una città unica al mondo


Se e vero che nel nostro paese e concentrata un'altissima percentuale del patrimonio storico-artistico universale, in mezzo at quale viviamo non sempre con la consapevolezza e la cura dovute, e innegabile che i Senesi si trovano in una condizione di privilegio, avendo continuamente sotto i loro occhi testimonianze artistiche di rilievo. A ben riflettere perô Siena, dal punto di vista architettonico, non pile forse esibire un'ampia, dispiegata tradizione. Tale affermazione puô sembrare a prima vista provocatoria, ma a contare i grandi architetti senesi del passato ci fermiamo presto, con i nomi di Francesco di Giorgio Martini e di Baldassarre Peruzzi (le cui
attivita si svolsero prevalentemente fuori patria), mentre a esaminare le architetture rilevanti che caratterizzano Siena e it suo paesaggio, si scopre che spettano quasi sempre ad artisti venuti da fuori. Volendo estremizzare, potremmo sostenere che Siena e una citta di pittori, poi di scultori, non di architetti.La maestosa facciata del Duomo di Siena
L'enorme importanza che riveste la .scuola senese. del Trecento e del Quattrocento nella storia della pittura non trova insomma adeguato riscontro in architettura. Potremmo arrivare addirittura a sostenere che l'architettura, nel fondare la propria funzionalita su basi di preciso calcolo razionale, si discosta dal sentire dei Senesi, la cui arte, mossa
da un impulso emotivo, sembra elaborare sull'irrazionale la propria poetica e la propria forza di suggestione: basti vedere gli sfondi architettonici dipinti da Duccio di Buoninsegna e da Simone Martini fino a Giovanni di Paolo, da Domenico di Bartolo al Vecchietta.
Dal punto di vista urbanistico Siena non nasce da un progetto coerente, ne fonda la propria struttura su un accampamento roman. La citta viene formandosi per caso, come molti centri altomedievali, per somma di edifici che si modellano sulle asperita del terreno intorno a un nucleo primitivo (Castelvecchio). La tangenza di una strada come la Francigena fa si che in seguito un'ampia porzione urbana si aggreghi lungo tale asse.
questa originaria `casualita' strutturante e un tratto tipico dell'edilizia senese - e, per traslato, dell'architettura a Siena, forzata a ricrescere perennemente su se stessa che si riflette generalmente in spazi interni mal combinati e privi di luminosita, in volumi angusti ritagliati sulle irregolarita della via o del vicolo prospiciente, in una verticalizzazione sovente eccessiva: elementi che spesso caratterizzano anche le migliori case signorili del centro storico.Affreschi nel palazzo pubblico di Siena
Malgrado ciò, nessuno può negare che Siena sia nel suo complesso, tra le 'cento citta d'Italia', una delle piu ammirevoli. A stare alle parole di un romantico della levatura di John Ruskin, che vi si sofferme nel novembre 1840, essa vale almeno .cinquanta volte Firenze., e non e certo poco. Eppure la citta ha oggi perduto quell'aspetto di .Pompei del medioevo» che qualcuno vi riscontrO molti anni addietro, quando approssimandosi alle sue mura, prima del terremoto del 1798, essa doveva produrre, con le numerose torri superstiti, uno stupore simile a quello che genera al primo impatto il panorama di San Gimignano. Non c'e dubbio che it gotico caratterizzi il profilo urbano senese, e it fatto che in stile gotico si sia proseguito a costruire, dal Trecento fino agli anni nostri, e un segno della vitality di questo stile e di come esso abbia simboleggiato per i Senesi l'indomito spirito repubblicano, dopo la capitolazione del 1555.
govematori medicei lo compresero bene e, rispettosamente, non stabilirono mai la cede del loro potere nella massima costruzione gotica di Siena, il Palazzo Comunale.
Luogo dell'antico potere civico, il Palazzo Pubblico, grazie alla Torre del Mangia (con lo splendido coronamento in travertino), si pub distinguere da molti chilometri di distanza, assieme al Duomo, nucleo del potere religioso.
I due edifici si stagliano ancora sul profilo della citta: le linee generali sono quelle conferite loro tra it XIII e il XIV secolo, ma le due strutture non sono andate immuni, nel tempo, da restauri, rifacimenti e integrazioni. Chi voglia farsi un'idea precisa di come il Palazzo Pubblico, bella residenza che mai libero Comune ita liano inalzasse per i suoi reggitori» (Canestrelli), apparisse agli inizi del XV secolo, pub vedere la tavola con la Predica di San Bernardino net Campo di Siena, di Sano di Pietro, al Museo dell'Opera del Duomo.
Dietro le spalle del santo si riconoscono la parte inferiore in pietra, con la serie di aperture archiacute, e la superiore in mattoni, a tre ordini, con la lunga teoria di trifore. Mancano ancora, naturalmente, le ali laterali del secondo piano, che saranno aggiunte alla fine del XVII secolo, quando si provvedera a regolarizzare la merlatura del corpo centrale. Nel dipinto di Sano di Pietro e descritta con minuzia la Cappella di Piazza, vera gemma architettonico-scultorea costruita verso il 1376 quale ex voto per la cessazione della peste, ancor priva della parte superiore di gusto classico aggiuntavi da Antonio Federighi tra it 1461 e it 1468. Per de che conceme
Duomo, uno dei piu illustri esempi di cattedrale romanicogotica italiana, imponente massa marmorea bicolore, si può dire che l'interruzione forzata dei lavori di ampliamento, nel 1348, abbia conferito a questa magnifica costruzione un fascino particolare, irripetibile. La parte che oggi noi osserviamo avrebbe costituito it transetto della nuova grandiosa costruzione, di cui furono gettati vari pilastri e della quale si eresse it cosiddetto .Facciatone., babelica rovina surreale stagliata contro
cielo, che divenne monumento di devozione mariana e, insieme, monito duraturo alla superbia dei Senesi.La Maesta di Duccio Buninsegna
La citta medievale In yenta, della Siena medievale, modellata sui dettami del Costituto del 1262 e poi di quello del 1309-1310, a noi resta tutto e niente. Vogliamo dire che di quella citta rimangono le fondamenta, la magnifica rete dei bottini scavati nel tufo, la struttura complessiva insomma, ma la sua epidermide, le facciate degli edifici, variamente mutata con la vita che vi si svolse, sotto i colpi delle stagioni, col succedersi delle generazioni. Capitera cosi spesso all'osservatore attento di notare sulle mura dei palazzi senesi, caduti per fatiscenza o tolti per scelta gli intonaci (da quando e invalsa una facile retorica del frammento), arcate di varia dimension a sesto acuto, bifore e trifore cancellate e inglobate nelle nuove pareti o sostituite, fors'anche per motivi termici oltreche di oscillazione del gusto, da finestre rettangolari. Non sappiamo se la citta abbia mai avuto l'aspetto di quella raffigurata da Ambrogio Lorenzetti nell'affresco del Buon Govern, che d'altronde va pia guardata come ideale che non come specchio della realty. Le tipologie edilizie che incontriamo nella pittura sono le stesse nelle quali capita sovente, a uno sguardo accorto, di imbattersi. Ma bisogna aver l'occhio esercitato per distinguere il gotico dal neogotico, il Trecento dal tanto bistrattato Ottocento, epoca che agogne sino allo spasimo, ricerce e riprodusse una facies a tutti i costi `repubblicana'. Perche quei palazzi senesi, spesso citati dal volgo a rappresentare l'epoca gotica sense, hanno di solito subito
escluso it palazzo Tolomei che almeno per l'estemo, salvo pochi ritocchi, pu6 veramente considerarsi della fine del XIII secolo - un sapiente maquillage da parte di architetti di grande talento come Giulio Rossi prima, e del mai abbastanza lodato allievo Giuseppe Partini poi. E it caso del Palazzo Buonsignori, sede della Pinacoteca Nazionale, del Palazzo del Capitano, del Palazzo Salimbeni, del Palazzo Chigi-Saracini (rinnovato a pia riprese, verso il 1790 e, infine, ai primi del Novecento, da Arturo Viligiardi). Si dubiti sempre delle merlature su archetti pensili a tutto sesto o acuti; ovunque appaiano disseminate, come coronamento finale, sono spesso aggiunte della fine del XIX secolo: vedi per esempio Porta Romana, Fontebranda, Porta Tufi.

Il Rinascimento
A Siena non e tutto gotico o neogotico. Grazie alla straordinaria personality di Enea Silvio Piccolomini, asceso al soglio pontificio nel 1459 come Pio II, la citta fu investita da una radiosa folata rinascimentale, di cui vanno ricordate le antichizzanti Logge del Papa, innalzate per suo volere intomo al 1462 da Antonio Federighi, o Pintervento di Bernardo Rossellino a Pienza, uno degli esperimenti architettonici tra i pia riusciti nella storia dell'umanita Ai nipoti di Pio II, Giacomo e Andrea Piccolomini Todeschini (fratelli del cardinale Francesco, poi Pio III) spetta la costruzione del palazzo Piccolomini, attuale sede dell'Archivio di Stato, iniziato a coAruire nel 1469, forse su disegno del medesimo Rossellino. E ancora per Ambrogio Spannocchi, tesoriere di Pio II, verra edificato il Palazzo Spannocchi, tra il 1472 e il 1474, la cui facciata in pietra tufacea e opera di Giuliano da Maiano.

Dal '600 a oggi
Tra le architetture di gusto manierista va ricordato Palazzo Tantucci, la cui facciata con omati a bugnato rustico (e aggiustamenti di Partini) viene attribuita a Bartolomeo Neroni detto il Riccio e datata verso it 1549, mentre col prospetto della basilica di Santa Maria in Provenzano, iniziata nel 1595 su progetto di Damiano Schifardini (ma innalzata di fatto da Flaminio del Turco, entro it 1604), ci troviamo di fronte a una movimentata superficie in travertino, di sapore ormai barocco, esemplata sulla chiesa romana del Gesii, opera di Jacopo Barozzi detto il Vignola.
Fu per enfatizzare un certo aspetto scenografico della chiesa di Provenzano che le si ritaglie davanti, come per srotolarci un lungo tappeto, la Via Lucherini, e l'effetto pare pienamente riuscito. Qualcosa di simile si dovette escogitare per la chiesa di San Raimondo al Refugio, pure edificata ai primi del XVII secolo.
Di gusto romano si presenta infine la facciata di San Martino, disegnata da Giovanni Fontana nel 1613. Vale la pena dunque di segnalare la Cappella del Voto, edificata, all'interno del Duomo, per volonta di un altro papa senese, Alessandro VII Chigi, forse su disegno di Gianlorenzo Bemini che fu supervisore della costruzione tra il 1659 e 111663.
Col rifacimento del Palazzo Chigi-Zondadari sulla Piazza del Campo, opera di Antonio Valeri, siamo al 1724; la note- vole facciata della chiesa di San Giorgio sara terminata nel 1738 da Pietro Cremoni; l'intervento di Luigi Vanvitelli nella chiesa di Sant'Agostino 6 del 1755; i disegni per il rinnovamento dell'antico Palazzo della Magistratura della Mercanzia (e forse anche per l'elevazione della mirabile loggia quattrocentesca) risultano fomiti da Ferdinando Fuga poco dopo il 1760; la costruzione di Palazzo Sergardi, del 1763, e quella del Palazzo De Vecchi, del 1771 circa, si devono entrambe all'ottimo Paolo Posi.
Ci avviamo cosi verso il primo Ottocento, epoca che registra la presenza di personalità locali di grande interesse, a cominciare dall'ingegnoso Leonardo De Vegni (chiancianese, tenne Accademia di architettura in Roma); Giovanni Bartalucci, cui spetta, tra il 1796 e il 1802, la ristrutturazione di Palazzo Bianchi al Ponte di Romana; Francesco Paccagnini, al quale si deve, nel 1800, la facciata della chiesa di San Cristoforo ; a Serafino Belli va la palma del miglior edificio neoclassico locale, il Palazzo gia Piccolomini-Bellanti (ora Brogi: 1799-1804) al Carmine, per il delicato chiaroscuro che gli riusa di creare nella facciata in travertino. E si farebbe un torto alla scintillante intelligenza di Agostino Fantastici non citando l'elegante atrio a dorico del Collegio Tolomei (1818 ca.), la sua cattedrale di Montalcino (1817-1832) e, infine, la collegiata di Calstelnuovo Berardenga (1842-45 ca.).
Al secondo Ottocento, e alla fondamentale opera di Partini, abbiamo gia accennato. Taceremo il nostro secolo, di cui ricorderemo soltanto palazzo delle Poste, pur depauperato del prospiciente loggiato neorinascimentale, opera rispettabile di un apprezzato professionista d'inizio Novecento, allievo di Partini, quale fu Vittorio Mariani.

foto 1 Duomo 2 Interno palazzo pubblico 3 Maestà di Duccio

La Nazione

Torna alla pagina precedenteAgriturismo in Toscana