Comune Castelnuovo Berardenga
Geograficamente il territorio di Castelnuovo Berardenga si colloca tra le ultime propaggini delle colline del Chianti e la zona delle Crete senesi. II paese prende il nome dal nobileBerardo di Ardengo, di stirpe franca, vissuto nella seconda meta del X secolo, la cui storia di famiglia si lega con quella delle prime fortificazioni e dei villaggi della zona.
Dopo alterne vicende il territorio passe sotto il controllo di Siena, che nel 1366 decise di fortificarlo con la costruzione di un nuovo castello Presso il villaggio di Strata nel luogo detto il Poggio de' Frati.: sorse cosi Castelnuovo Berardenga, anche se oggi ben poco resta di quella prima fortificazione, che ha subito consistenti rifacimenti. L'area su cui si estende il comune di Castelnuovo Berardenga e punteggiata dalla presenza di numerosi castelli edificati dalla stirpe di Berardo o nati come presidio del confine tra le terre di Siena e di Firenze, alcuni dei quali si
sono sviluppati in borghi medievali, come San Gusme o Vagliagli, mentre altri in vale e residenze, come Aiola o Selvole.
Arte e monumenti
La chiesa dell'ex abbazia dei Santi Salvatore e Alessandro di Fontebuona a Campi e una delle testimonianze pia importanti di architettura romanica della zona, mentre la presenza di varie chiese e pievi romaniche di notevole interesse artistico testimonia lo sviluppo economico e sociale registrato nel comprensorio di Castelnuovo Berardenga tra XII e it XIII secolo.
Un grande monastero e la Certosa di Pontignano, oggi sede di convegni e centro studi dell'Universita di Siena. Fondata nel 1343 dal senese Bindo di Falcone Petroni, divenne uno dei pia grandiosi complessi monastici del territorio senese. Saccheggiata e semidistrutta durante la guerra di Siena del 1554, fu restaurata e riconsacrata all'inizio del Seicento. L'antica chiesa, affrescata da opere di Vanni e Poccetti, costituisce un vero e proprio gioiello del tempo. Interessante anche la visita al Museo dei Combattenti, dove sono custoditi cimeli, documenti e armi delle guerre.
VILLA CHIGI SARACINI
Al centro del paese, quasi in contrapposizione con la parte medievale, sorge Villa Chigi Saracini - edificata alla fine del XVIII secolo - circondata da un grandioso parco aperto la domenica e nei giorni festivi.
Monteaperti
Proprio sul territorio di questo comune la storia di Siena e Firenze si intreccib nuovamente col sangue che, come ricorda Dante, .fece l'Arbia colorata in rosso.. La vicenda della mitica battaglia di Monteaperti, combattuta il 4 settembre del 1260, desta ancora curiosity e passione storica.
Le forze fiorentine erano di gran lunga superiori (il Villani, nel Trecento, le indicava in 30.000 pedoni e 3.000 cavaliers), ma gli errori tattici e strategici dei condottieri di parte guelfa furono decisivi.
Firenze intendeva correre in aiuto dell'alleata Montalcino, accerchiata dai Senesi, e al tempo stesso fortificarne le difese. Una spedizione che, secondo i Fiorentini, si sarebbe dovuta concludere con la resa di Siena, ma il cui itinerario fu causa di aspre discussioni nel Consiglio del Comune. I pia saggi, infatti, suggerivano un percorso lungo e tortuoso, ma pia sicuro, che avrebbe consentito ai Fiorentini di raggiungere Montalcino e dare battaglia sotto le mura del paese alle esigue forze senesi, mentre i pia sfrontati volevano dimostrare, passando daCastellina e dirigendosi verso la Val d'Arbia, che Firenze non temeva ii confronto. Questi ultimi ebbero la meglio e fu cosi che l'esercito si accampe in un territorio compreso tra il fiume Arbia e i torrenti Biena e Malena, nei pressi di Monteaperti, luogo di appuntamento con altre milizie alleate di Perugia e Orvieto. I Senesi si erano accorti gia da tempo dell'imponente movimento di truppe e rifiutarono l'ultimatum dei nemici, secondo il quale Siena avrebbe dovuto arrendersi senza colpo ferire, abbattere le mura e costruire in Camporegio una fortezza -Ter la sicurta de' fiorentini.
Di fronte a tanta arroganza i Senesi, all'alba del 3 settembre, fecero uscire il loro esercito affiancato delle truppe di Manfredi, ben pagato per l'occorrenza, e attaccarono i Fiorentini proprio nel momento in cui essi stavano riorganizzando le truppe impegnate nello spostamento del campo. La battaglia fu cruenta, con numerosi episodi narrati nelle cronache del tempo che testimoniano da parte senese un inaspettato senso tattico, vincente contro un esercito più numeroso e meglio armato. Questa sconfitta rappresente uno smacco cocente per Firenze, che avrebbe dovuto aspettare ancora tre secoli prima di piegare la rivale.
La Nazione

Berardo di Ardengo, di stirpe franca, vissuto nella
seconda meta del X secolo, la cui storia di famiglia si lega con quella delle prime fortificazioni e dei villaggi della zona.