Comune di Chiusi
Chiusi era gia grande quando Roma nasceva
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I numerosi e importanti ritrovamenti avvenuti nel territorio testimoniano la grandezza e la ricchezza della citta, la pù potente della Dodecapoli, la lega etrusca che raggiunse it massimo splendore tra it VI e it V secolo a.C. Qui visse forse Porsenna e non sembra un'ipotesi azzardata quella che vede in Chiusi la capitale dell'Etruria. Gli storici romani Livio e Polibio hanno chiamato la citta in due modi diversi, Chamars e Clusium. Il primo nome si ricollega al periodo pin antico, ma ignoriamo la sua etimologia, anche se potrebbe significare .circondata da paludi.; il nome romano di Clusium sembra invece fare riferimento a Clusio, figlio del Re Tarconte.
Chiusi entro nell'orbita romana nel IV secolo a.C., divenendo nel 296 stazione militare, pur conservando leggi e lingua propria. La prima menzione di Chiusi nel Medioevo risale al 765, quando la citta e sede di un ducato longobardo che non ha per un preciso peso politico, e anche nel periodo comunale non recupero completamente un proprio ruolo di autorita politica e di egemonia sociale sul contado. Segue le vicende di
Orvieto fino al 1232, quando passa sotto Siena. Si regge come comunita autonoma dal 1337 al 1380, per tomare definitivamente sotto Siena, di cui condivide fedelmente le sorti fino alla caduta, nel 1556.
SULLE TRACCE DEGLI ETRUSCHI
Chiusi e diventata una tappa obbligata per i turisti alla ricerca di testimonianze della misteriosa etrusca: ritroviamo l'antica Chamars visitando le numerose tombe sparse sul territorio, scoperte quasi tutte nel secolo scorso e nei primi anni di questo. La pia famosa e la Tomba della Scimmia, che prende il nome da un particolare visibile nella decorazione di una delle pareti: una scimmia legata a un albero. Di assoluto valore storico e artistico sono le tombe della Pellegrina e del Colle, con affreschi raffiguranti scene conviviali, gare atletiche e corse di bighe, e con urne e sarcofagi decorati con rara finezza.
Opere d'arte
Chiusi fu centro di diffusione del Cristianesimo; ne sono prova le catacombe di Santa Mustiolae Santa Caterina, e anche, almeno nella sua prima edificazione, il Duomo, che ricorda it misticismo delle basiliche paleocristiane roman e ravennati, nonostante i rimaneggiamenti medievali e restauro di fine Ottocento: al suo intemo una Natività del sense Bernardino Fungai e, nell'adiacente Museo della Cattedrale, un'eccezionale raccolta di corali quattrocenteschi (21 codici miniati benedettini appartenuti al monastero di Monte Oliveto Maggiore). Interessante anche la tone campanaria e, sotto, la piscina etrusco-romana, del II secolo a.C. Di minore importanza sono le costruzioni
medievali, come la chiesa romanico-gotica di San Francesco, rifatta completamente all'interno in eleganti forme settecentesche, e la chiesa di Santa Maria della Morte, fondata nel Quattrocento e restaurata agli inizi del secolo. Per quanto riguarda gli edifici pubblici, oltre al Palazzo Comunale, rimaneggiato nel secolo scorso, degni di nota sono Palazzo Petrozzi, Palazzo della Ciaia (del Trecento) e Palazzo Bonci Casuccini (del Quattrocento). Restano anche tracce dell'antico sistema di fortificazione, con la Porta Lavinia, ad arco tondo in pietra, e le mura.
La Nazione
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e Santa Caterina, e anche, almeno nella sua prima edificazione, il Duomo, che ricorda it misticismo delle basiliche paleocristiane roman e ravennati, nonostante i rimaneggiamenti medievali e restauro di fine Ottocento: al
suo intemo una Natività del sense Bernardino Fungai e, nell'adiacente Museo della Cattedrale, un'eccezionale raccolta di corali quattrocenteschi (21 codici miniati benedettini appartenuti al monastero di Monte Oliveto Maggiore). Interessante anche la tone campanaria e, sotto, la piscina etrusco-romana, del II secolo a.C. Di minore importanza sono le costruzioni