Comune di Monteriggioni
UNA FORTEZZA NEL VERDE
Monteriggioni 6 al centro di una zona variamente abitata e it suo territorio si insinua fra it bacino dell'Elsa, il Chianti e la Montagnola senese in un
variare di paesaggi, boschi, colture e piccoli centri: pare quasi che il Comune, inteso come comunita storica omogenea, non esista nemmeno, cosi come non ne èl facilmente individuabile il capoluogo.Caratteristico borgo medievale chiuso nella sua imponente cerchia di mura nerastre, rafforzate da quattordici torri quadrilatere (delle quali 7 sono state rialzate e consolidate, mentre le altre restano ormai quasi a livello del muro di cinta), Monteriggioni ha un profilo inconfondibile.
Citta conosciuta in Italia e nel mondo, in particolare dagli studiosi di letteratura dantesca per quei celebri versi del XXXI canto dell'Inferno, nei qualiDante paragona i Giganti della Fossa di Cocito alle torri che
circondano le case del borgo senese: verb che come su la cerchia tonda, Monteriggioni di torri si corona.». Ancora oggi la visione dantesca si ripete: niente e mutato e le mura, chiuse e intercalate dalle torri, formano una ferrea, grandiosa corona che recinge un poggio dal dolce declivio ricoperto di vigneti. Oltre questo baluardo, l'occhio può scorgere solo la punta di un aguzzo campanile, testimone di vita nella chiostra misteriosa. II borgo e un'antica e mirabile opera di fortificazione voluta dai Senesi e iniziata nel 1214, con funzione di caposaldo
Opere d'arte
La cinta fortificata e fra le meglio conservate d'Italia, e all'interno, sul piazzale centrale, si trova la chiesa urbana, gotica, con la facciata e it campanile adomi di piccoli pinnacoli, aggiunti probabilmente nel '700. Ma sono le antiche pievi del contado che custodiscono diverse espressioni della grande arte senese, la mistica e preziosa. Sono opere di sublime bellezza, come la Maesta della chiesa dei Santi Cirino e Salvatore a Badia a Isola, gia attribuita a Duccio di Buoninsegna e poi a un maestro diverso, grande quanto lo stesso Duccio (ora a Colle Val d'Elsa); o come, sul muro del vecchio refettorio del Convento di San Leonardo al Lago, la drammaticissima Crocifissione opera di Giovanni di Paolo; oppure gli affreschi di scuola senese del Trecento della chiesina di Monte Ciupi alla Montagnola e quelli dell'Eremo della chiesa di San Leonardo, con scene della vita della Vergine, attribuiti a Lippo di Vanni. E ancora la Nativity e la Crocifissione, due grandi scene dipinte a fresco, sulla parete di fondo, dietro l'altar maggiore, nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo a Santa Colomba, riconosciute come opere del cosiddetto Maestro della Croce di Buonconvento, nel quale si ravvisa, forse, l'attivita giovanile di Niccolô di Segna. Notevole è poi il cinquecentesco Palazzo Petrucci a Santa Colomba, che racchiude un grandioso scalone dell'epoca.
Turismo e tradizione
La comunita di Monteriggioni e sparsa sul territorio e, se si prescinde dalle crude realtà numeriche (a Belverde, piu periferia di Siena che parte integrante del comune di Monteriggioni, si contano 1400 abitanti, mentre a Castellina Scalo gli abitanti sono 1428) e difficile individuare un centro prevalente e rappresentativo di tutta la sua articolazione sociale ed economica. Monteriggioni e tutto 11, un borgo al sicuro delle mura antiche, con pochissime case, qualche bottega, un ristorante e un albergo. Meta di turisti italiani e stranieri in ogni stagione dell'anno, rivive gli antichi splendori di quando era il castello a difesa della Repubblica, insieme alla Chiocciola, a Monteauto, a Riciano e a Strove, nella suggestive festa di luglio quando le stradine e le piazzette del borgo si calano nuovamente in un Medioevo della fantasia. Monteriggioni batte allora l'antica moneta e riscopre i sapori acuti della cucina trecentesca. Indovini, maghi, giocolieri, musici e attori di piazza - in abiti dell'epoca - ricreano insieme ai turisti, anche Toro protagonisti, un'atmosfera singolare, misteriosa e ffascinante, che forse solo questa perla della campagna senese puô ancora regalarci.La Nazione

Dante paragona i Giganti della
Fossa di Cocito alle torri che