Comune di Monticiano
In origine, Monticianoera un castello appartenuto nel Medioevo ai vescovi di Volterra, sul quale Siena domini) a partire dal Duecento; solo nel 1554 Monticiano passo sotto il dominio fiorentino dei Medici che, nel 1629 (per opera di Ferdinando II), offrirono il feudo al conte Orso Pannocchieschi d'Elci, la cui signoria (attraverso i discendenti termini) nel 1749. Delle antiche mura del castello sono oggi visibili i resti, che costituiscono parte integrante di molte abitazioni. II territorio di Monticiano, immerso tra le alte colline dominate dal Monte Quoio (647 m) e le valli del Merse e del Farma.Oggi Monticiano e un paese che vive prevalentemente di agricoltura, dello sfruttamento dei boschi e di turismo.
Arte e monumenti Nella piazza principale
sorge la chiesa di Sant'Agostino, al cui interno si conserva il corpo del beato Antonio Patrizi, patrono del paese. Nell'attiguo convento si trovano affreschi di Bartolo di Fredi, Guidoccio Cozzarelli, Giovanni di Paolo. Nel cuore antico del paese, in Piazza Vittorio Emanuele, sorge la pieve dei Santi Giusto e Clemente, le cui origini risalgono al XII secolo. Tra gli edifici di Monticiano meritano attenzione il Palazzo Callaini, il Palazzo Comunale e l'edificio dell'antico ospedale, oggi chiesa parrocchiale.
Monticiano conserva, nei suoi borghi e frazioni, veri gioielli urbanistici, come il Castello di Tocchi, che si presenta come un insieme di costruzioni erette in cerchio intono a un unico spazio interno a cui si accede da una porta di ingresso ancora ben conservata. Poche le famiglie che vi abitano, tra cui alcuni stranieri. La chiesa parrocchiale di Monticiano, ex ospedale medievale, e un edificio costruito nel periodo di transizione tra romanico e goticoAmbiente Farma e Merse,
due fiumi uniti non solo dal fatto che il primo e affluente del secondo, ma perchè con entrambi si identifica un bacino tra i più importanti in Italia per valore ambientale e naturalistico. Un ambiente in difesa del quale per lunghi anni e stata combattuta una dura battaglia contro la costruzione di due invasi che avrebbero dovuto dissetare la Maremma ma che avrebbero anche devastato un territorio tra i pia ricchi di flora e fauna dell'Italia centrale. Ora quella battaglia sembra vinta, ma ii pericolo corso stato grande. In Toscana e solo in queste acque che si può trovare ancora la lontra, mentre nello stagno della Troscia si abbeverano tassi, cinghiali e caprioli e vivono rare specie di tritoni. In queste zone si trovano anche vegetazioni di tasso e di faggio, di solito presenti a un'altezza di 800 metri ma che qui superano appena i 200.
Feste e tradizioni Per la ruvida gente di Monticiano il cavallo ha da sempre significato emancipazione e vita. Il lavoro del bosco motivava questo legame permettendo che la secolare tradizione della sfida alla natura si evolvesse a sfida prima tra uomini e poi tra rioni. Intorno al 1920 venne la voglia di formalizzare in un Palio la rivalità tra le zone del borgo e nel 1925 la `carriera alla lunga' che si corse si dote per la prima volta di un drappo come premio; da allora la voglia di competizione tra i rioni attiva un regolamento, richiama fantini da fuori, anima la vita dei paesani suddivisi nelle sei con- trade (Cerbaione, Sodo, Paretaio, Borgo, Piazza, Incrociata), che festeggiano cosi a meta giugno il loro patrono, il Beato Patrizi. Nel 1975 la corsa si sposta nella nuova pista voluta dal Comune e dagli appassionati, e chiamata Tamburo.: riproduce le misure e le difficolta della Piazza del Campo di Siena e si presta bene per preparare i cavalli per il Palio. Infatti dal 1994 sono state organizzate in collaborazione tra Comune di Siena e Società Ippica di Monticiano, corse di allenamento proprio per quei cavalli che poi dovranno galoppare sul tufo senese.
Le Terme di Petriolo
Di particolare interesse l'edificio delle Terme di Petriolo, che sorge sul fondo della vallata del Farma, ai confini tra le province di Siena e Grosseto. Prime notizie dei bagni si hanno fin dal 1230, mentre nella seconda meta del secolo vennero promosse dalle autorità senesi ricerche di nuove e vene termali con l'ampliamento dei bagni, la cui attività rappresentà una quota importante degli introiti della Repubblica di Siena. La notorietà dei bagni di Petriolo nel Medioevo fu infatti notevole e vi trovarono alloggio molti personaggi famosi, tra i quali anche Papa Pio II. Con lo sviluppo dei bagni di San Filippo e di quelli di Vignoni, le terme di Petriolo persero la loro importanza e nel'500 furono abbandonate. Oggi sono state restaurate e godono di buona fama per curare malattie del ricambio, artrosi, gotta e reumatismi.
La Nazione

era un castello appartenuto nel Medioevo ai
vescovi di Volterra, sul quale Siena domini) a partire dal Duecento; solo nel 1554 Monticiano passo sotto il dominio fiorentino dei Medici che, nel 1629
(per opera di Ferdinando II), offrirono il feudo al conte Orso Pannocchieschi d'Elci, la cui signoria (attraverso i discendenti termini) nel 1749. Delle
antiche mura del castello sono oggi visibili i resti, che costituiscono parte integrante di molte abitazioni.
II territorio di Monticiano, immerso tra le alte colline dominate dal Monte Quoio (647 m) e le valli del Merse e del Farma.Oggi Monticiano e un paese che
vive prevalentemente di agricoltura, dello sfruttamento dei boschi e di turismo.
sorge la chiesa di Sant'Agostino, al cui interno si conserva il corpo del beato Antonio Patrizi, patrono del paese. Nell'attiguo convento si trovano affreschi di Bartolo di Fredi,
Guidoccio Cozzarelli, Giovanni di Paolo. Nel cuore antico del paese, in Piazza Vittorio Emanuele, sorge la pieve dei Santi Giusto e Clemente, le cui origini risalgono al XII secolo.
Tra gli edifici di Monticiano meritano attenzione il Palazzo Callaini, il Palazzo Comunale e l'edificio dell'antico ospedale, oggi chiesa parrocchiale.
due
fiumi uniti non solo dal fatto che il primo e affluente del secondo, ma perchè con entrambi si identifica un bacino tra i più importanti in Italia per valore ambientale e naturalistico.
Un ambiente in difesa del quale per lunghi anni e stata combattuta una dura battaglia contro la costruzione di due invasi che avrebbero dovuto dissetare
la Maremma ma che avrebbero anche devastato un territorio tra i pia ricchi di flora e fauna dell'Italia centrale. Ora quella battaglia sembra vinta, ma
ii pericolo corso stato grande. In Toscana e solo in queste acque che si può trovare ancora la lontra, mentre nello stagno della Troscia si abbeverano tassi,
cinghiali e caprioli e vivono rare specie di tritoni. In queste zone si trovano anche vegetazioni di tasso e di faggio, di solito presenti a un'altezza di
800 metri ma che qui superano appena i 200.
Di particolare interesse l'edificio delle Terme
di Petriolo, che sorge sul fondo della vallata del Farma, ai confini tra le province di Siena e Grosseto. Prime notizie dei bagni si hanno fin dal 1230, mentre
nella seconda meta del secolo vennero promosse dalle autorità senesi ricerche di nuove e vene termali con l'ampliamento dei bagni, la cui attività rappresentà
una quota importante degli introiti della Repubblica di Siena. La notorietà dei bagni di Petriolo nel Medioevo fu infatti notevole e vi trovarono alloggio
molti personaggi famosi, tra i quali anche Papa Pio II. Con lo sviluppo dei bagni di San Filippo e di quelli di Vignoni, le terme di Petriolo persero la loro
importanza e nel'500 furono abbandonate. Oggi sono state restaurate e godono di buona fama per curare malattie del ricambio, artrosi, gotta e reumatismi.