Comune di Radicofani
Radicofani, come risulta dall'accertamento del tempio dedicato al dio
Vertumno nel suggestivo bosco Isabella, era in origine un insediamento etrusco. Dopo mistero della vita etrusca e la frattura culturale delle invasioni barbariche, Radicofani recupera il suo ruolo viario strategicamente determinante nella dorsale appenninica che corre nel centro Italia tra Toscana e Lazio.
II primitivo nucleo medievale risale ai Longobardi, che aprirono una variante della Cassia tra Firenze e Bolsena, per valorizzare la fitta e boscosa zona amiatina. La fondazione di Radicofani e attribuita a re Desiderio, che governe dal 757 al 774. In questo cuore dell'antica Tuscia, a partire dal IX secolo, si hanno documentazioni e tracce sulla costruzione del Castello, opera dei Carolingi, originaria residenza del feudatario, che mano a mano si trasformè nella grandiosa fortezza dell'Italia centrale. Un documento del 978 testimonia che i monaci dell'Abbazia di San Salvatore acquistarono la Rocca dal feudatario Lamberto, figlio di Ildebrando, e fino al XII secolo
FESTE E MANIFESTAZIONI
Sagra del raviolo a Contignano, la domenica dopo ferragosto.
castello e borgo appartennero ai monaci. Un grande avvenimento accade nel 1154: Federico Barbarossa scese in Italia deciso a far valere i diritti dell'Impero contro Comuni e Pontefice, e nel tentativo di fermare it grande invasore, papa Adriano IV accorse a Radicofani per ampliare e rafforzare il Castello.
Nei secoli la storia di Radicofani continua a essere legata alla sua Rocca, fondamentale come posizione strategica a cavallo tra Toscana e Lazio. I Senesi se ne impadronirono nel 1411, con l'impegno di corrispondere seimila fiorini d'oro al Papa: un accordo temporaneo, quello con Roma, che divenne definitivo con l'ascesa al soglio papale del senese Enea Silvio Piccolomini col nome di Pio II. Nel 1458, infatti, questi ne fece donazione perpetua a Siena, e da allora inizie un periodo di stability e benessere. Poi la storia e nota: Radicofani fu ultimo baluardo della difesa della Repubblica di Siena nel 1555: dopo anni di assedio, la balzana senese venne ammainata il 17 agosto 1559. Fu poi Cosimo I, Granduca di Toscana, a inter- venire sul vecchio castello di Radicofani, esaltandone
ruolo difensivo e affidando all'architetto Baldassarre Lanci il compito di costruire un'imponente Fortezza i cui lavori, iniziati nel 1560, furono terminati nel 1577.
LA ROCCA FORTIFICATA
La Rocca 6 certamente l'immagine simbolo dei grandi edifici militari del territorio, con it privilegio di rappresentare - anche dopo la costruzione della fortezza da parte di Baldassarre Lanci - l'unico centro che mantiene ancora leggibile la triplice cerchia muraria di origine medicea. 11 mastio
Ghino di Tacco
Bandito gentiluomo e vendicatore, difensore degli umili, oppure volgare assalitore da strada? Ghino, figlio di Tacco, la cui figura storica rischia di confondersi con le leggende popolari, era in realtà un discendente della nobile famiglia dei Monaceschi di Torrita, messo al bando dal Comune di Siena e padrone del Castello di Radicofani dal 1298 al 1300. Delle imprese di Ghino durante l'occupa zione di Radicofani si ricorda Dante nel VI canto del Purgatorio, e anche Boccaccio ne celebra la temerarieta nel suo Decamerone: realty e leggenda destinate a caratterizzare la fama di questo `Robin Hood' di casa nostra, come testimonia una recente statua, dello scultore Aldo Fatini, che lo ritrae con in mano In testa del giudice che condanno suo padre.
Opere d'arte
Tra gli edifici civili, da segnalare una splendida villa inserita nel punto di raccordo con la viaromana, merito dei Granduchi di Toscana, sorta per volonta di Ferdinando I de'Medici alla fine del XVI secolo; nel 1603, per volonta dello stesso Granduca, venne collocata una Bella fontana di gusto manieristico. Interessante poi dal punto di vista architettonico it centro storico di Radicofani, purtroppo distrutto nel Settecento da alcuni terremoti. Numerose le opere d'arte: intatta l'antica pieve, oggi chiesa di San Pietro, il cui nucleo originale, del tipo loggia longobarda, risale all'VIII secolo. All'intemo una pregevole statua lignea, la Madonna del Castello di Francesco di Valdambrino, allievo di lacopo della Quercia.
Splendide poi le cinque terrecotte invetriate eseguite da Andrea della Robbia e dai collaboratori della sua bottega, che si possono ammirare nella pieve romanica di San Pietro e di Sant'Agata, che conserva nella facciata i caratteri dell'architettura gotica senese.
Opere straordinarie su cui studi recenti testimoniano la continuity della scuola di Andrea e Luca della Robbia e del loro prosecutore, all'inizio del '500, Benedetto Buglioni.
La Nazione

le appenninica che corre nel centro Italia tra Toscana e Lazio.

romana, merito dei Granduchi di Toscana, sorta per volonta di Ferdinando I de'Medici alla fine del XVI secolo; nel 1603, per volonta dello stesso Granduca, venne
collocata una Bella fontana di gusto manieristico. Interessante poi dal punto di vista architettonico it centro storico di Radicofani, purtroppo distrutto nel Settecento da alcuni terremoti. Numerose le opere d'arte: intatta l'antica pieve, oggi chiesa di San Pietro, il cui nucleo originale, del tipo loggia longobarda, risale all'VIII secolo. All'intemo una pregevole statua lignea, la Madonna del Castello di Francesco di Valdambrino, allievo di lacopo della Quercia.