Comune di San Gimignano
Sviluppatasinel X secolo come borgo lungo la via Francigena o Romea, la citta e indicata nell'itinerario dell'arcivescovo Sigerico di Canterbury e attestata gia dal 929, quando Re Ugo di Provenza donò al vescovo di Volterra «il monte chiamato Toni, situato nei pressi di San Gimignano.. II passaggio della Francigena dal castello fa la fortuna di questa città: mercanti e pellegrini fanno sosta qui, e tutto quello the viene prodotto nella zona (lana, pelli, tessuti, zafferano, olio e vino) diventa subito oggetto di commercio. Nel XII secolo, dopo lunghe lotte con Volterra, si regge gia in libero Comune, parteggiando per la Lega Guelfa, a cui conferma l'appartenenza nel 1297 il podesta Fresco de' Frescobaldi. Fedele alleata di Firenze(anche Dante Alighieri nel 1300 fu ambasciatore a San Gimignano), invia sue truppe a sostegno della citta gigliata nel 1312 e nel 1325, fino ad accettare it dominio fiorentino a partire dal 1349, quando it governo del borgo turrito si impegna a eleggere cittadini di Firenze alle cariche di Capita- no della Guardia e di Podesta.San Gimignano ha conservato, quasi intatta, l'originale fisionomia urbanistica e architettonica trecentesca. E una citta-museo con le sue stupende torri (ne restano 14 Belle 72 del periodo del suo massimo splendore, ed erano ancora 25 nel '500), le antiche porte, i palazzetti signorili gotici, la cattedrale, le chiese, le bellissime piazze, le strade, i vicoli, le scalinate... Fra le torri ricordiamo quelle gemelle degli Ardinghelli e dei Salvucci, la `Rognosa' e la `Grossa'.
UNA CITTA MUSEO Adagiata su colli di rara dolcezza,San Gimignano
6meta divisitatori in tutti i mesi dell'anno, e intensa anche la sua vita culturale. Da ricordare la vivace .Estate sangimignanese., con spettacoli di musica lirica, concerti di musica classica, cicli di proiezioni cinematografiche e il premio di pittura De Grada.
La Vernaccia
La città di Folgore, uno dei poeti pia giocondi e amanti delle gioie della vita, anche se elegante e raffinato quanto il sense Cecco Angiolieri e pittoresco e robusto, e circondata da rigogliosi vigneti. Qui si produce la Vernaccia, il primo vino bianco classico ad avere avuto la D.O.C. in Italia, frutto di un vitigno particolarissimo e di un insieme di fattori favorevoli, fra cui il tipo di terra, il clima asciutto, la media altitudine. Fin dal XIII secolo San Gimignano esportava la sua Vemaccia; `provveditore e `pesatori' sovrintendevano per conto del Comune non solo alle gabelle, ma soprattutto alla scelta delle migliori qualità del fine prodotto. Dante Alighieri, incontrando i golosi nel Purgatorio, cita il prezioso liquido nell'incontro con Forese Donati.
Acquirenti delle cantine della città turrita furono tra gli altri Ludovico Moro e Lorenzo il Magnifico, papi, principi e artisti. Anche oggi la produzione di questo vino e il fioreall'occhiello delle attività dei Sangimignanesi, dediti, oltre che al turismo, anche a caratteristiche attivita artigianali, quali le tessiture artistiche e le ceramiche, valorizzate nei graziosi atelier del centro storico. In inverno il Carnevale, con torsi mascherati e le sfilate dei carri allegorici delle contrade. Insomnia, la città riesce a vivere con pienezza la sua nuova dimensione. Ne sarebbe felice Folgore, il cantore di una San Gimignano bella e ricca. Fulcro della città sono la Piazza della Cisterna, a pianta triangolare, e l'adiacente Piazza del Duomo, sulla quale si affacciano il Palazzo del Podesta e quello del Popolo, con il Museo civico nel quale si conservano opere del Pinturicchio,di Filippino Lippi e la splendida Maesta di Lippo Memmi, del 1317.
L'architettura religiosa ha nelduomo duecentesco un edificio di primaria importanza: mirabili gli affreschitrecenteschi di Taddeo di Bartolo,Barna Senese ealtri, completati un secolo dopo da van artisti, fra i quali Benozzo Gozzoli e Sebastiano Mainardi, oltre a opere di Jacopo della Quercia e di Benedetto da Maiano. Dei Da Maiano e la cappella di Santa Fina, con Volta a padiglione decorata dal Ghirlandaio Di notevole interesse la chiesa romanico-gotica di Sant'Agostino, con 17 affreschi di Benozzo Gozzoli che illustrano la vita del santo e altre opere di Piero del Pollaiolo e Bartolo di Fredi. San Lorenzo, del 1240, con degradata decorazione del Cenni; l'antico ospizio di San Jacopo al Tempio, di semplice ma elegantissima fattura: appartenuto all'ordine dei gerosolimitani, fu fondato, secondo la tradizione, nel 1096, al ritorno dei Sangimignanesi dalla prima Crociata.
La Nazione

nel X secolo come borgo lungo la via Francigena o Romea, la citta e indicata nell'itinerario dell'arcivescovo Sigerico di
Canterbury e attestata gia dal 929, quando Re Ugo di Provenza donò al vescovo di Volterra «il monte chiamato Toni, situato nei pressi di San Gimignano.. II passaggio della Francigena dal castello fa la fortuna di questa città: mercanti e pellegrini fanno sosta qui, e
tutto quello the viene prodotto nella zona (lana, pelli, tessuti, zafferano, olio e vino) diventa subito oggetto di commercio. Nel XII secolo, dopo lunghe lotte con Volterra, si regge gia in libero Comune, parteggiando per la Lega Guelfa, a cui conferma l'appartenenza
nel 1297 il podesta Fresco de' Frescobaldi. Fedele alleata di Firenze(anche Dante Alighieri nel 1300 fu ambasciatore a San Gimignano), invia sue truppe a sostegno della citta gigliata nel 1312 e nel 1325,
fino ad accettare it dominio fiorentino a partire dal 1349, quando it governo del borgo turrito si impegna a eleggere cittadini di Firenze
alle cariche di Capita- no della Guardia e di Podesta.San Gimignano ha conservato, quasi intatta, l'originale fisionomia urbanistica e architettonica trecentesca. E una citta-museo con le
sue stupende torri (ne restano 14 Belle 72 del periodo del suo massimo splendore, ed erano ancora 25 nel '500), le antiche porte, i palazzetti signorili gotici, la cattedrale, le chiese, le bellissime piazze, le strade, i vicoli, le scalinate... Fra le torri
ricordiamo quelle gemelle degli Ardinghelli e dei Salvucci, la `Rognosa' e la `Grossa'.
La città di Folgore, uno dei poeti pia giocondi e amanti delle gioie della vita, anche se elegante e raffinato
quanto il sense Cecco Angiolieri e pittoresco e robusto, e circondata da rigogliosi vigneti. Qui si produce la Vernaccia, il primo vino bianco
classico ad avere avuto la D.O.C. in Italia, frutto di un vitigno particolarissimo e di un insieme di fattori favorevoli, fra cui il tipo di terra,
il clima asciutto, la media altitudine.
Fin dal XIII secolo San Gimignano esportava la sua Vemaccia; `provveditore e `pesatori' sovrintendevano per conto del Comune non solo alle gabelle, ma soprattutto alla scelta delle migliori qualità del fine prodotto. Dante Alighieri, incontrando i golosi nel Purgatorio,
cita il prezioso liquido nell'incontro con Forese Donati.
ra gli altri Ludovico Moro e Lorenzo il Magnifico, papi, principi e artisti. Anche
oggi la produzione di questo vino e il fioreall'occhiello delle attività dei Sangimignanesi, dediti, oltre che al turismo, anche a caratteristiche attivita artigianali, quali le tessiture artistiche e le ceramiche, valorizzate nei graziosi atelier del centro storico.
In inverno il Carnevale, con torsi mascherati e le sfilate dei carri allegorici delle contrade. Insomnia, la città riesce a vivere con pienezza
la sua nuova dimensione. Ne sarebbe felice Folgore, il cantore di una San Gimignano bella e ricca. Fulcro della città sono la Piazza della Cisterna, a pianta triangolare, e l'adiacente Piazza del Duomo, sulla quale si affacciano il Palazzo
del Podesta e quello del Popolo, con il Museo civico nel quale si conservano opere del Pinturicchio,di Filippino Lippi e la splendida Maesta
di Lippo Memmi, del 1317.
L'architettura religiosa ha nelduomo duecentesco un edificio di primaria importanza: mirabili gli affreschitrecenteschi
di Taddeo di Bartolo,Barna Senese ealtri, completati un secolo dopo da van artisti, fra i quali Benozzo Gozzoli e Sebastiano
Mainardi, oltre a opere di Jacopo della Quercia e di Benedetto da Maiano. Dei Da Maiano e la cappella di Santa Fina, con Volta a padiglione
decorata dal Ghirlandaio Di notevole interesse la chiesa romanico-gotica di Sant'Agostino, con 17 affreschi di Benozzo Gozzoli che illustrano la vita del santo e
altre opere di Piero del Pollaiolo e Bartolo di Fredi. San Lorenzo, del 1240, con degradata decorazione del Cenni; l'antico ospizio di San Jacopo al Tempio, di semplice ma elegantissima fattura: appartenuto all'ordine dei gerosolimitani, fu fondato, secondo la tradizione,
nel 1096, al ritorno dei Sangimignanesi dalla prima Crociata.