La Toscana da sempre vocazione turistica per turisti da tutto il mondo per ammirare le opere d'arte sopratutto di Siena e Firenze , è conveniente Affittare casa vacanza nelle localita storiche nei dintorni di Siena.

Comune di Sarteano


Sarteano e forse il «vicus Sarturianus» citato in un testo del 776. Di certo su Sarteano non si hanno notizie continue e sicure prima del 1038, quando un conte Winigildo, figlio di Farolfo, offri all'Abbazia del Monte Amiata alcune terre: l'atto in questione fu redatto nel <Castello di Sarteano.. Diviene un feudo dei Conti Manenti gia nel 1100, e sono proprio i Manenti - di parte ghibellina - a sottoscrivere un patto di accomandigia con la Repubblica senese nel 1255 per difendersi da Orvieto.
Nel 1265 (anno a cui risale il suo primo statuto), Sarteano entra definitivamente sotto la potesta di Siena; i conti Manenti conservano il titolo di signori del castello, ma di fatto non hanno pù autorita.
Nel 1379 viene stabilito addirittura che Sarteano può scegliersi il proprio podesta, a condizione che sia scelto tra i cittadini senesi. II borgo segue
quindi la sorte della Repubblica senese fino al 7 giugno 1556, quando, dopo un lungo assedio, cade nelle mani a dei Medici. Il primo Sindaco
della sua storia fu nominato con Decreto Regio nel 1861.

UNA VOCAZIONE TURISTICA
Sarteano si trova su un verdeggiante altopiano a fianco del versante nordest della montagna di Cetona, con aria fina e salubre e sorgenti pure e abbondanti; caratteristiche queste che hanno accentuato la
vocazione turistica del paese, a cavallo fra la Val di Chiana e la Val d'Orcia. Nella foto, I'abside della chiesa romanica facente parte dell'Abbazia fortificata di Spineta, a poca distanza da Sarteano.



Opere d'arte
Ii castello, composto dal cassero quadrato, dalla cinta quadrangolare del '400 e da due torri rotonde, domina sull'abitato. Fra gli edifici civili si segnala il Palazzo Comunale, delle cui origini gotiche
rimangono finestre e archi, mentre it porticato e stato rifatto nel XVIII secolo; al suo intern° e ubicato un autentico gioiello architettonico,
Teatro degli Arrischianti, del 1740. Di notevole interesse anche il Palazzo del Podesta, che conserva resti di bifore del



La Grotta dell'orso
In località Belverde, a due passi da Sarteano, presente e ben documentata la storia dell'uomo preistorico, ricostruita attraverso i reperti della Grotta dell'orso, un antro abitato a più riprese
durante il Neolitico, nell'Eta del bronzo e in quella del ferro. Tra i reperti, resti di sepulture, ceramiche, vasellamc da impasto e avanzi di cibo che testimoniano una comunita che aveva sviluppato una civilta basata prevalentemente sui prodotti dell'agricoltura.
Trecento, il Palazzo Piccolomini, Palazzo GotiFanelli e Palazzo Cennini, del XIV secolo, in cotto. Passando dai monumenti civili a quelli religiosi ricordiamo la cattedrale di San Lorenzo e Apollinare, costruita nel XII secolo con materiali di recupero etrusco-romani e ampliata poi nel Settecento.
Di indubbia importanza e la chiesa di San Francesco, trecentesca, con la facciata rinascimentale e i resti del chiostro con bifore, che custodisce un trittico con la Madonna col Bambino e Santi, opera di Jacopo di Mino del Pellicciaio. San Martino in Foro, riadattata nel 1841 in stile neoclassico, deve la sua fama a due tavole attribuite ad Andrea di Niccoló e a Jacopo di Mino, oltre alla splendida Annunciazione di Domenico Beccafumi, un olio su tela del 1546. Non lontano da Sarteano, in una valle appartata, e posta l'Abbazia fortificata di Spineta - fondata alla fine dell'XI secolo - con l'annessa chiesa romanica, mentre a qualche chilometro si trova pittoresco borgo medievale di Castiglioncello del Trinoro, un luogo fuori dal tempo.
Il Saracino
Numerose le manifestazioni culturali, dalla Rassegna del Jazz italiano, in gennaio, al Carnevale, alla Fiera di San Lorenzo, alla Festa della
Madonna del Buonconsiglio, ma Sarteano vive soprattutto intomo alla Giostra del Saracino, un torneo che coinvolge tutta la popolazione. Un documento del 1583 attesta che la Giostra si disputava
a Sarteano da tempo immemorabile, insieme ad altri giochi popolari pia violenti come la `pugna' e la lotta. I secoli d'oro di questa festa furono il XVII e il XVIII: a partire dal 1664 venivano nominati dai priori della comunita due deputati', scelti tra it ceto nobiliare, e quattro `festaioli' della Compagnia di San Rocco. I deputati soprintendevano e giudicavano, mentre i festaioli organizzavano la giostra, che era cosi espressione di tutte le forze sociali, civili e religiose del Comune. Alla Giostra era affiancata la .Comparsa», che consisteva in una sfilata di carri allegorici.
La Giostra del Saracino si disputa ogni anno a ferragosto fra le cinque contrade del borgo: nei giorni immediatamente precedenti c'e la cosiddetta `tratta dei bossoli', vale a dire l'estrazione a sorte per stabilire l'entrata sul campo dei cavalieri, e la `provaccia'.
I cinque giostratori si avventano a turno contro la girevole statua lignea del Saracino armato di mazzafusto per strappargli con l'asta l'anello posto sullo scudo: cinque sono le `carriere', e vince naturalmente chi consegue il maggior numero di centri.


La Nazione

 

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