Il paese di Sinalunga si sviluppe intorno alla pieve di Mensulae (inti-
tolata prima a Santa Maria e poi a San Pietro), come testimoniano documenti datati a partire dal 712 sulle controversie tra i vescovi di Siena e Arezzo. II nome deriva da Asinalunga, toponimo noto fin dagli inizi del Trecento e che rimase
tale fino al 1864,
quando fu definitivamente cambiato nella denominazione attuale. Intorno al XII secolo Sinalunga era un castello dei conti Scialenghi, che ribadirono - loro malgrado la sottomissione a Siena. Situato ai confini orientali del contado senese, il castello
ebbe notevole importanza importanza strategica e fu più volte luogo di scontro (come nel 1253) nella guerra tra Siena e Firenze.
Durante il Medioevo, Sinalunga fu protagonista di una turbolenta vita politica e, conseguentemente, militate. Centro degli sbandati fuoriusciti da Siena dopo I'avvento dei Guelfi, fu rioccupata dalle forze ghibelline
nel 1289, e page la sua `ribellione' con la distruzione delle mura. Successivamente, tra it 1303 e it 1322, fu teatro di tumulti e
sollevazioni, che portarono comunque, verso la meta del secolo, a un breve periodo tranquillo e di sviluppo, dopo che Siena ne intui le potenzialita strategiche - data la sua collocazione geografica - anche dal punto di vista economico.
Furono cosi intraprese opere di sistemazione idraulica e restaurati le mura e ii cassero. II periodo di pace dui-6 perO in tutto poco piu di cinquant'anni: nel 1383 it suo territorio fu infatti devastato
dalla brigata di Boldrino da Panigale e nel 1399 la citta fu ceduta da Siena a Gian Galeazzo Visconti, che vi fece costruire una nuova rocca, di cui oggi restano un breve tratto di mura e alcune torri.
Feste e sagre
La comunita di Sinalunga e nota per
aver sviluppato, nel tempo, un carattere particolarmente `festaiolo': molte sono infatti le initiative - sia di carattere folcloristico che gastronomico che si susseguono nei mesi e nelle diverse frazioni.
Numerosi i raduni bandistici nel periodo estivo, mentre per gli amanti della buona cucina da non perdere In Sagra del crostino a luglio, e a novembre la Sagra del patrono San Martino, con degustazione di speciality gastronomiche.
Altre simpatiche manifestazioni nelle frazioni che circondano Sinalunga: il camevale di Bettolle, la Sagra del ciambellino a Rigomagno la domenica in Albis, la Festa delle Rocche a Guazzino in aprile, la Maggiolata del Corpus Domini a
Fametella, la Festa di San Bartolomeo a Rigomagno Scalo, in agosto.
Opere d'arte
Sulla piazza centrale (intitolata a Garibaldi, che vi fu arrestato nel 1867, durante uno
dei suoi tentativi di organizzare la liberazione di Roma) domina la Collegiata di San Martino, fatta erigere alla fine del Cinquecento dal granduca
Ferdinando I de'Medici sulle rovine della rocca eretta due secoli prima da Gian Galeazzo Visconti, duca di Milano. Al suo interno, pregevoli opere d'arte, tra cui un grande Sposalizio della Vergine firmato nel 1615 da Rutilio Manetti.
Ammirabile anche una Madonna con Bambino e i Santi Sigismondo , Rocco, Sebastiano e Antonio abate, dipinta dal Sodoma, oltre a opere di Girolamo del Pacchia e di Benvenuto di Giovanni. Motto bello il Palazzo Pretorio, costruito nella prima
meta del quattrocento. La facciata e decorata con gli stemmi che ricordano i podesta che di volta in volta si sono succeduti, testimoni del dominio ora di Siena e ora di Firenze. Meritevole di visita anche it convento di San Bernardino
(distante circa un chilometro lungo la strada per Collalto,
detta 'Dei frati'), eretto nel '400 insieme alla chiesa, che conserva opere del Cozzarelli. Numerosi i borghi e i castelli disseminati intorno al capoluogo; tra i maggiori segnaliamo Rigomagno (torre, ex palazzo comunale, cistema e chiesa,
oltre che ruderi di castelli nei campi circostanti), Scrofiano (campanile della Collegiata, torrioni e due porte di cui una, 'La Postierla', in pietra con arco a sesto acuto), Farnetella (visibili i resti dell'antica fortificazione
che ospitó i fuoriusciti senesi di parte ghibellina), La Fratta, una villa rinascimentale che pare sia stata progettata da Baldassarre Peruzzi net Cinquecento. Infine la curatissima Villa Amorosa, eretta nel 1575 dalla famiglia Piccolomini, che vollero un'elegante
articolazione di geometrie e spazi armonici.
La Nazione