Comune di Sovicille
Il territorio di Sovicille
vanta ritrovamenti archeologici risalenti all'Età della pietra, del bronzo e del ferro, venuti alla luce nei dintorni tra Rosia, Cetinale e le colline di Siena Vecchia. Numerose le testimonianze etruscheche attestano l'appartenenza del primo nucleo di Sovicille allo stato di Volterra. Notizie del Castello di Sovicille si hanno fin dal 1004, come possedimento dell'Abbazia di Serena. Il castello sorgeva al confine tra le diocesi di Volterra e Siena, ma nel 1189 Papa Clemente III lo nomino espressamente tra i beni di pertinenza del vescovado senese: solo verso gli inizi del '200 esso riusci a darsi un'organizzazione comunale concordando i propri statuti con le autorità senesi. Tra il 1313 e il 1333 fu devastato dalle milizie imperiali e pisane, tanto che il territorio subi in quegli anni un notevole degrado. Nel 1365 il castello fu restaurato, cosi come nel 1391, al tempo della guerra di Firenze contro i Visconti e Siena. Le mura furono ancora ripristinate nel 1479, ma subirono pesanti danni durante la guerra di Siena.
Opere d'arte Infiniti sono i luoghi di interesse storico e artistico disseminati per il vasto territorio
comunale. Cominciamo dalla pieve di San Giovanni Battista, conosciuta ai più come pieve di Ponte allo Spino, la quale sorge lungo la strada che dalle Volte Basse conduce a Sovicille e della quale si hanno le prime notizie intomo al 1189. Caratteri architettonici simili, di foggia lombarda, sono presenti anche nella pieve di Pernina, nel cuore della Montagnola, di cui si ha notizia fin dal 1078, e nella pieve di Rosia, con campanile considerato uno tra i piu belli del senese; si tratta di una torre campanaria con successione di monofore, bifore, trifore e quadrifore. E ancora la pieve di San Giusto a Balli, poco a nord-est del paese, la pieve di Molli e quella di Recenza. Di particolare interesse il chiostro dell'Abbazia vallombrosana di Santa Mustiola a Torri, che presenta quattro lati con tre ordini sovrapposti: it primo romanico, quello centrale trecentesco e ii terzo rinascimentale.
Caratteri gotici per la chiesa, riferibile alla seconda meta del XIII secolo, con il portale della facciata impreziosito da alcune teste decorative; al suo interno una Madonna col Bambino, di Luca di Tommè, Molte località conservano resti di dimore fortificate di una certa importanza, come il cassero di Castiglion Balzetti, che all'inizio del Trecento fu dei Saracini, poi adattato a ricovero rurale e ora abbandonato (ma recentemente restaurato dall'Amministrazione Provinciale), situato in una posizione talmente isolata della Montagnola, da meritarsi l'appellativo di .Castiglion che Dio sol sa.. Altro castello oggetto di intensi scavi archeologici che hanno contribuito a fare luce sull'organizzazione sociale medievale e quello di Montarrenti, all'incrocio delle strade che da Rosia vanno verso Massa Marittima e Colle Val d'Elsa. Da castello a villa cinquecentesca, Celsa prende il nome dalla famiglia Celsi, che lo possedette fino al XIII secolo; altra villa imponente quella di Cetinale, presso Ancaiano, fatta costruire dal cardinale Fabio Chigi su disegno dell'architetto Fabio Fontana nel 1680. La villa e circondata da un magnifico parco, detto `Della Tebaide'; il viale di fronte alla villa porta a un eremo su un colle dove il cardinale si ritirava in penitenza.
Testimonianze Romaniche II territorio comunale di Sovicille, nel cui ambito si trovano alcune tra le cospicue testimonianze di architettura romanica del senese, come la pieve di Ponte allo Spino (nella foto), si estende a sudovest di Siena, della Montagnola che occupa quasi per intero alla valle del Merse, che condivide con Monticiano.
Il Museo del bosco di Orgia Da comune a prevalente economia rurale, Sovicille si e trasformato in questi ultimi anni dando ampio spazio anche all'industria e all'artigianato. Nel settore dell'industria assume particolare interesse l'attivita estrattiva del cosiddetto marmo di Siena o `broccatello', conosciuto fin dal Medioevo. Notevole impulso ha avuto anche negli ultimi anni l'attivita turistica, con unacrescente offerta agrituristica. In linea con la necessita di sviluppare ogni forma di tutela e di salvaguardia ambientale e nato a Orgia Museo del bosco, che ha sede in un vecchio fienile restaurato contenente anche documentazione sulla civiltà contadina: attrezzi, foto, disegni e materiale audiovisivo. Ma il vero museo e fuori, lungo gli itinerari che documentano la flora e i vari aspetti della presenza umana nel tempo. Museo del Bosco
La Nazione

vanta ritrovamenti archeologici risalenti all'Età della pietra, del bronzo e del ferro, venuti alla luce nei dintorni tra Rosia,
Cetinale e le colline di Siena Vecchia. Numerose le testimonianze etruscheche attestano l'appartenenza del primo nucleo di Sovicille allo stato di Volterra.
Notizie del Castello di Sovicille si hanno fin dal 1004, come possedimento dell'Abbazia di Serena. Il castello sorgeva al confine tra le diocesi di Volterra e
Siena, ma nel 1189 Papa Clemente III lo nomino espressamente tra i beni di pertinenza del vescovado senese: solo verso gli inizi del '200 esso riusci a darsi
un'organizzazione comunale concordando i propri statuti con le autorità senesi.
Tra il 1313 e il 1333 fu devastato dalle milizie imperiali e pisane, tanto che il territorio subi in quegli anni un notevole degrado. Nel 1365 il castello fu restaurato, cosi come nel 1391, al tempo della guerra di Firenze contro i Visconti e Siena. Le mura furono ancora ripristinate nel 1479, ma
subirono pesanti danni durante la guerra di Siena.
comunale. Cominciamo dalla pieve di San Giovanni Battista, conosciuta ai più come pieve di Ponte allo Spino, la quale sorge lungo la strada
che dalle Volte Basse conduce a Sovicille e della quale si hanno le prime notizie intomo al 1189. Caratteri architettonici simili, di foggia lombarda, sono presenti anche
nella pieve di Pernina, nel cuore della Montagnola, di cui si ha notizia fin dal 1078, e nella pieve di Rosia, con campanile considerato uno tra i piu belli del senese; si tratta di una torre
campanaria con successione di monofore, bifore, trifore e quadrifore. E ancora la pieve di San Giusto a Balli, poco a nord-est del paese, la pieve di Molli e quella
di Recenza. Di particolare interesse il chiostro dell'Abbazia vallombrosana di Santa Mustiola a Torri, che presenta quattro lati con tre ordini sovrapposti: it primo romanico, quello centrale trecentesco e ii terzo rinascimentale.
Caratteri gotici per la chiesa, riferibile alla seconda meta del XIII secolo, con il portale della facciata impreziosito da alcune teste decorative;
al suo interno una Madonna col Bambino, di Luca di Tommè, Molte località conservano resti di dimore fortificate di una certa importanza, come il
cassero di Castiglion Balzetti, che all'inizio del Trecento fu dei Saracini, poi adattato a ricovero rurale e ora abbandonato (ma recentemente restaurato
dall'Amministrazione Provinciale), situato in una posizione talmente isolata della Montagnola, da meritarsi l'appellativo di .Castiglion che Dio sol sa.. Altro
castello oggetto di intensi scavi archeologici che hanno contribuito a fare luce sull'organizzazione sociale medievale e quello di Montarrenti, all'incrocio delle strade che da Rosia
vanno verso Massa Marittima e Colle Val d'Elsa. Da castello a villa cinquecentesca, Celsa prende il nome dalla famiglia Celsi, che lo possedette fino al XIII
secolo; altra villa imponente quella di Cetinale, presso Ancaiano, fatta costruire dal cardinale Fabio Chigi su disegno dell'architetto Fabio Fontana nel 1680.
La villa e circondata da un magnifico parco, detto `Della Tebaide'; il viale di fronte alla villa porta a un eremo su un colle dove il cardinale si ritirava in penitenza.
