Comune Torrita di Siena
Di Torrita si parla
per la prima volta nel 1037 in documenti relativi a una controversia dell'Abbazia del Monte Amiata. Agli inizi del '200 era gia un castello di proprieta degli Scialenghi Cacciaconti, dotato di una propria organizzazione comu nale ma soggetto alla sovranita di Siena. Il dominio su Torrita venne lungamente conteso dal Comune di Montepulciano, tanto che nel 1254 le autorita senesi fecero edificare la porta del castello e rafforzare le mura, inviando una guarnigione di armati. Ma il governo senese doveva guardarsi anche da altri nemici, primo fra tutti Tacco di Ugolino, nipote di Giacomino da Guardavalle della consorteria dei Cacciaconti. Tacco e it fratello Ghino si ribellarono a Siena e cercarono di impadronirsi del castello di Torrita in piu occasioni, ma alla fine nel 1285 Tacco fu catturato insieme ai figli e giustiziato. A quell'epoca risale anche la prima notizia sul figlio Ghino, chiamato come lo zio patemo. Sfuggito al boia, Ghino di Tacco prosegui la ribellione contro Siena, fu bandito e condannato per ben due volte a morte, e divenne celebre per le sue scorribande. Rifugiatosi a Radicofani verso il 1295, da allora se ne perde notizia e si presume sia morto agli inizi del '300, forse a Roma o forse assassinato a Sinalunga.
IL PAESE DI GHINO
Ghino di Tacco non era un brigante qualunque; se rapinava un ricco, gli lasciava una parte del denaro perche potesse continuare a vivere, mentre ai poveri era lui stesso a fare doni. Una delle sue vittime fu l'Abate francese di Cluny, ricchissimo, venuto da Roma a curarsi alle
terme di San Casciano dei Bagni. Catturato dagli uomini di Ghino, fu tenuto per alcuni giorni a pane e fave secche, una dieta che si rivelo salutare, tanto che l'abate voile intercedere presso Bonifacio VIII perchê lo perdonasse. II papa ando oltre e lo nomino addirittura .Friere dell'Ospedale. di Santo Spirito, titolo cui era annessa anche una commenda.
Opere d'arte
Torrita, cosi nominataper le molte torri che componevano la cinta muraria, conserva ancora nel cuore del vecchio borgo caratteri medievali fatti di vicoli, strade e mura di mat- tone rosso. Monumenti di un certo interesse sono il Palazzo Pretorio (che risale al Duecento) e la pieve delle Sante Flora e Lucilla, risalente al XIV secolo, con un pregevole portale e opere di Bartolo di Fredi, Benvenuto di Giovanni e della scuola di Ambrogio Lorenzetti e della bottega del Sodoma. La chiesa conserva una lunetta in bassorilievo chiamata Il sangue del Redentore, attribuita a Donatello (1450 circa), recentemente restaurata e che in origine era situata sul portone d'ingresso della chiesa della Madonna delle Nevi.
Di pregevole fattura anche un'Annunciazione di Francesco Vanni datata 1592, esempio di manierismo senese.
La chiesa dei Santi Costanzo e Martino e la piu grande di Torrita e fu eretta nel 1631. L'Oratorio della Madonna delle Nevi e omato degli affreschi attribuiti a Girolamo di Benvenuto, raffiguranti I'Assunzione di Maria.
Di particolare suggestione una breve visita a Montefollonico,
il borgo che si innalza sulla collina posta di fronte a Montepulciano. Tra le sue mura, in alcuni tratti ben conservate con i sette torrioni e le tre porte di accesso (Porta del Triano, di Follonica, del Pianello), sorge la Chiesa di
San Leonardo, una delle pievi romaniche piu importanti dell'antico territorio senese. Il nome di Montefollonico, anticamente .Monte a Follonicm>, trae origine dall'attivita principale dei suoi abitanti: la lavorazione dei panni e la follatura.
II Palio dei somari
Ogni anno a Torrita di Siena si svolge il Palio dei somari, la domenica successiva al 19 marzo, festa di San Giuseppe, tra le otto contrade in cui e diviso il paese(Porta a Pago, Porta a Sole, Porta a Gavina, Porta Nova, Cavone, Le Fonti, Stazione e Refenero). II primo Palio fu corso nel 1966 per iniziativa di alcuni torritesi che vollero far nascere una festa in onore di San Giuseppe e che decisero di usare i somari per dare alla festa un sapore genuino.
La giornata inizia con la Messa di benedizione, a cui segue la bandierata in piazza e it corteo per le vie del centro storico, cui prendono pane dame, alfieri, sbandieratori, tamburini e altre figure. Alla sera la gara. Prima della corsa otto somari vengono sorteggiati alle rispettive contrade, che disputano quattro batterie eliminatorie e una di recupero. La corsa finale e disputata da cinque contrade con i ciuchi che, lanciati al galoppo, danno vita a un'imprevedibile corsa di tre nella quale accade di tutto.
La Nazione

per la prima volta nel 1037 in documenti relativi a una controversia dell'Abbazia del Monte Amiata. Agli inizi del '200 era gia un castello di proprieta degli Scialenghi Cacciaconti, dotato di una propria organizzazione comu nale ma soggetto alla sovranita di Siena. Il dominio su Torrita venne lungamente conteso dal Comune di Montepulciano, tanto che nel 1254 le autorita senesi fecero edificare la porta del castello e rafforzare le mura, inviando una guarnigione di armati. Ma il governo senese doveva guardarsi anche da altri nemici, primo fra tutti Tacco di Ugolino, nipote di Giacomino da Guardavalle della consorteria dei Cacciaconti. Tacco e it fratello Ghino si ribellarono a Siena e cercarono di impadronirsi del castello di Torrita in piu occasioni, ma alla fine nel 1285 Tacco fu catturato insieme ai figli e giustiziato. A quell'epoca risale anche la prima notizia sul figlio Ghino, chiamato come lo zio patemo. Sfuggito al boia, Ghino di Tacco prosegui la ribellione contro Siena, fu bandito e condannato per ben due volte a morte, e divenne celebre per le sue scorribande. Rifugiatosi a Radicofani verso il 1295, da allora se ne perde notizia e si presume sia morto agli inizi del '300, forse a Roma o forse assassinato a Sinalunga.
per le molte torri che componevano la cinta muraria, conserva ancora nel cuore del vecchio borgo caratteri medievali fatti di vicoli, strade e mura di mat- tone rosso. Monumenti di un certo interesse sono il Palazzo Pretorio (che risale al Duecento) e la pieve delle Sante Flora e Lucilla, risalente al XIV secolo, con un pregevole portale e opere di Bartolo di Fredi, Benvenuto di Giovanni e della scuola di Ambrogio Lorenzetti e della bottega del Sodoma. La chiesa conserva una lunetta in bassorilievo chiamata Il sangue del Redentore, attribuita a Donatello
(1450 circa), recentemente restaurata e che in origine era situata sul portone d'ingresso della chiesa della Madonna delle Nevi.
(Porta a Pago, Porta a Sole, Porta a Gavina, Porta Nova, Cavone, Le Fonti, Stazione e Refenero). II primo Palio fu corso nel 1966 per iniziativa di alcuni torritesi che vollero far nascere una festa in onore di San Giuseppe e che decisero di usare i somari per dare alla
festa un sapore genuino.