Comune di Trequanda
Il nome di Trequanda compare per la prima volta nel giuramento
prestato dagli uomini di Asciano al Comune di Siena nel febbraio del 1198. Dominato in quell'epoca dai Cacciaconti della Scialenga e della Berardenga, il borgo gravitava gia nell'orbita politica delle autorita senesi, cui doveva un contributo annuale straordinario. Nel 1251 Siena intervenne in una vertenza fra le comunita di Trequanda e Montefollonico, e pochi anni dopo fece da mediatrice nel contrasto che opponeva gli uomini di Trequanda ai Cacciaconti. All'epoca della divisione fra Guelfi e Ghibellini il castello fu una delle basi della ribellione contro il governo guelfo di Siena, tant'e che nel1289, dopo la riconquista guelfa, fu avanzata dal Consiglio Generale del Comune di Siena la proposta di radere al suolo il borgo ribelle. Con il passare del tempo il governo senese divenne pera pia sensibile e non e certo un caso che il Castello di Trequanda sia stato uno dei primi assaliti e occupati dalle truppe ispano-medicee nel 1553.
Nativo della frazione di Petroio e Bartolomeo Carosi, un popolano del XIV secolo, un po' pazzo, un po' apostolo e un po' profeta, noto con il nome di Brandano, detto `pazzo di Cristo'. Non e stato mai canonizzato, anche se l'arcivescovo di Siena, Camillo Borghesi, gia nel 1612 esortava i fedeli a venerarlo come beato; la gente lo ha comunque considerato sempre un santo, tanto che ancora oggi nelle campagne si parla del Beato Brandano.
UN CASTELLO TRA I BOSCHI
II territorio del comune di Trequanda si estende in un ambiente naturale motto ben conservato, ricco di boschi con lecci, querce e un'eccezionale varieta di essenze mediterranee,
e dominato dall'antico castello, al cui interno
spicca la duecentesca parrocchiale dedicata ai Santi Pietro e Andrea, una costruzione romanico-gotica con pianta a croce latina,
la cui facciata e rivestita di pietre blanche e brunastre, che formano un singolare motivo a scacchiera.
Opere d'arte
Un terzo del borgo e tuttora occupato dall'antico Castello dei Cacciaconti (ora di proprietà della Cariplo) con il suo caratteristico torrione e dai suoi importanti annessi, tracui spicca un piccolo e singolare giardino all'italiana. Del Castello sono ancora leggibili le mura della cinta muraria e due delle tre originarie porte d'accesso. Al centro dell'abitato, insieme al Castello e al Palazzo Comunale, si trova la splendida chiesa romanica dei Santi Pietro e Andrea, con una facciata a conci di pietra bianchi e rossastri che raggiunge un effetto cromatico poco diffuso in questa regione. Al suo intern tre mirabili affreschi, l'Ascensione del Sodoma, una Madonna col Bambino e Santi del pittore umbro Bartolomeo Da Miranda, e una Sant'Agata: sull'altare maggiore troneggia uno stupendo polittico di Giovanni di Paolo e pia in basso e posta Puma contenente it corpo della beata Bonizzella Cacciaconti. Nei dintorni da ricordare Petroio, che si snoda a chiocciola dall'ingresso al centro storico. Vi si trova la casa natale di Brandano con la statua del profeta, la Parrocchiale e il Palazzo del Comune, tardo medievale, restituito allo stato primitivo. Nel Palazzo Comunale ha sede l'Ente terrecotte di Petroio e l'annesso museo in via di allestimento. Castelmuzio si adagia invece su un'altura tufacea proprio dirimpetto al Monastero di Sant'Anna in Camprena; al centro del borgo si trovano la chiesa della Compagnia della Santa Trinity e di San Bernardino, e il Palazzo Fratini.
A due passi dall'abitato sorge la bella e imponente pieve di Santo Stefano a Cennano, in stile romanico puro, ricordata fin dal 715.
Economia e tradizioni
L'agricoltura fornisce prodotti tipici di altissima qualita come un olio di olivaad acidita quasi nulla, vino, pecorino, salumi e miele. Interessante la produzione delle terrecotte artistiche petroiane, famose in tutt'Italia, di cui nel centro di Petroio rimane una piccola bottega a lavorazione manuale.
La festa pia importante e sentita e legata al nome della beata Born Gila e si tiene dal 9 all'11 maggio, con concerti e una grande corsa di cavalli al galoppo. Interessante, nella setti mana precedente il Corpus Domini, a Petroio, la `Corrida del maiale', mentre a Castelmuzio si vivono con particolare dedizione le festività pasquali Trequanda e il suo territorio stanno insomma conoscendo in questi ultimi anni un periodo di relativa fecondita: siamo in presenza di una realtà in felice evoluzione con l'agriturismo in grande espansione in un angolo di provincia senese appartato e suggestivo.La Nazione

1289,
dopo la riconquista guelfa, fu avanzata dal Consiglio Generale del Comune di Siena la proposta di radere al suolo il borgo ribelle. Con il passare del tempo il
governo senese divenne pera pia sensibile e non e certo un caso che il Castello di Trequanda sia stato uno dei primi assaliti e occupati dalle truppe ispano-medicee nel 1553.
cui
spicca un piccolo e singolare giardino all'italiana. Del Castello sono ancora leggibili le mura della cinta muraria e
due delle tre originarie porte d'accesso. Al centro dell'abitato, insieme al Castello e al Palazzo Comunale, si trova la splendida chiesa romanica dei Santi Pietro e Andrea, con una facciata a conci di pietra bianchi e rossastri che raggiunge un effetto cromatico poco diffuso in questa regione. Al suo intern tre mirabili affreschi,
l'Ascensione del Sodoma, una Madonna col Bambino e Santi del pittore umbro Bartolomeo Da Miranda, e una Sant'Agata: sull'altare maggiore troneggia uno stupendo polittico di Giovanni di Paolo e pia in basso e posta Puma contenente it corpo della beata Bonizzella Cacciaconti. Nei dintorni da ricordare Petroio, che si snoda a chiocciola dall'ingresso al centro storico. Vi si trova la casa natale di Brandano
con la statua del profeta, la Parrocchiale e il Palazzo del Comune, tardo medievale, restituito allo stato primitivo. Nel Palazzo Comunale ha sede l'Ente terrecotte di Petroio e l'annesso museo in via di allestimento. Castelmuzio si adagia invece su un'altura tufacea proprio dirimpetto al Monastero di Sant'Anna in Camprena; al centro del borgo si trovano la chiesa della Compagnia della Santa Trinity e di San Bernardino, e il Palazzo Fratini.
ad acidita quasi nulla, vino, pecorino, salumi e miele. Interessante la produzione delle terrecotte artistiche petroiane,
famose in tutt'Italia, di cui nel centro di Petroio rimane una piccola bottega a lavorazione manuale.